02 agosto 2026
02 ago 2026

Terzo giorno: “Couronnes d’amour” e “Correspondances”

Sintesi della terza sessione del seminario teologico dedicato all'approfondimento della figura di Padre Dehon a partire dalla sua opera spirituale “Couronnes d'amour.”

di  Eduardo Nunes Pugliesi, SCJ; Nilson Helmann, SCJ ; Victor de Oliveira Barbosa, SCJ

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La terza sessione del Seminario ha approfondito la figura di Padre Dehon a partire dai suoi scritti spirituali, prendendo Couronnes d’amour come testo di riferimento. La riflessione ha cercato di collocare l’opera nell’insieme del percorso spirituale del Fondatore e, al tempo stesso, di superare una lettura che separerebbe il Dehon dedicato alle questioni sociali dal Dehon rivolto alla vita mistica. Il punto di partenza è stato quindi l’unità della sua esperienza: comprendere come la vita interiore, l’amore di Cristo e la missione si articolino nei suoi scritti.

La Commissione teologica nordamericana ha concentrato la sua attenzione sulla nozione di «puro amore», un’espressione ricorrente negli scritti spirituali di Dehon. L’analisi ne ha mostrato l’inserimento nella tradizione spirituale francese, in particolare nel linguaggio associato a Fénelon. Il concetto, tuttavia, presenta un’ambiguità che richiede discernimento. Può indicare il dono libero e totale di sé a Dio, ma può anche essere inteso come l’annullamento della persona. Per questo la commissione ha proposto di considerare come questo linguaggio possa essere tradotto nel contesto attuale, anche attraverso l’espressione «amore incondizionato»: l’amore libero e gratuito di Dio, rivelato in Cristo e simboleggiato nel Cuore di Gesù. La questione non è semplicemente quella di attualizzare un’espressione antica, ma di comprendere l’esperienza spirituale che essa cerca di comunicare.

La Commissione teologica europea, da parte sua, ha approfondito la lettura di Couronnes d’amour a partire dalla sua tradizione spirituale e dal suo contesto storico. L’espressione «puro amore» appare numerose volte negli scritti di Dehon e rivela l’influenza di una tradizione spirituale francese che occorre tenere in considerazione per comprendere adeguatamente il suo linguaggio. Allo stesso tempo, si è sottolineata la necessità di mettere a confronto Couronnes d’amour con altri testi di Dehon, in particolare i materiali utilizzati nei ritiri dei primi dehoniani. Alcuni di questi testi avevano già il carattere di un ritiro prima di essere successivamente pubblicati e rielaborati. Questo confronto può chiarire meglio le scelte di Dehon e l’evoluzione del suo linguaggio spirituale. Si è anche richiamata l’attenzione sul contesto della Congregazione dopo il 1904, quando Dehon si trovava già a Bruxelles e la realtà della Congregazione cominciava a superare il suo orizzonte originariamente francese.

Nei lavori di gruppo, due concetti sono emersi come centrali: il puro amore e la vita interiore. Essi sembrano fondamentali per comprendere l’unità tra la dimensione mistica e l’impegno sociale di Dehon. La vita interiore non significa un allontanamento dalla realtà, ma una capacità di presenza. In un mondo segnato dalla dispersione, dalla difficoltà di attenzione e dall’assenza di una vera presenza, essa può significare imparare di nuovo a stare davanti a Dio, davanti agli altri e davanti alla realtà. Il puro amore, da parte sua, è stato messo in relazione con un amore che non si stanca, che persevera e va fino in fondo. I gruppi si sono chiesti se queste caratteristiche possano ancora offrire un contributo propriamente dehoniano al mondo di oggi. Sono state sollevate anche questioni metodologiche sulla necessità di approfondire i testi spirituali precedenti e di metterli a confronto con Couronnes d’amour.

In assemblea plenaria, queste questioni sono state riprese e ampliate. L’ambiguità del «puro amore» è stata considerata un tema che merita un maggior approfondimento, anche in dialogo con la società contemporanea e con la psicologia. Anche la nozione di identità è stata messa in discussione, soprattutto di fronte al linguaggio dell’«annientamento» o del dono totale di sé. Come comprendere un’offerta radicale di sé senza trasformare l’esperienza spirituale in perdita o distruzione della persona? A questo punto, la teologia trinitaria è apparsa come una possibile chiave di lettura: il dono di sé non elimina il soggetto, ma realizza la persona nella relazione. La relazione tra Creatore e creatura, e la comprensione della persona come essere relazionale, possono aiutare a pensare l’offerta cristiana senza negare l’identità.

La sessione ha così lasciato alcune domande per l’approfondimento: come comprendere oggi il «puro amore» senza ridurlo all’annullamento di sé? Come articolare vita interiore e presenza concreta nel mondo? In che modo l’esperienza del Cuore di Cristo illumina la relazione tra amore, dono di sé e missione? E come leggere Couronnes d’amour contemporaneamente nella sua tradizione spirituale, nel suo contesto storico e di fronte alle sfide contemporanee?

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