26 febbraio 2016
26 feb 2016

Diario della visita: ARG – URU

di  Stephen Huffstetter, scj

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Il viaggio da Chennai, in India, a Buenos Aires, in Argentina, ha preso circa 40 ore. Nel tragitto è inclusa una sosta di 8 ore a Londra, due colazioni e sette film. Ho dormito un po’, ma sono stato molto contento di poter approfittare di una lunga siesta, quando siamo arrivati. Non ho mai visitato il Sud America, e sono molto eccitato.

P. Leonardo, il provinciale argentino, ci ha accolti all’aeroporto. Sulla via verso la casa della comunità, ha attirato la nostra attenzione su una tipica casa a due piani. E’stata la casa dove Jorge Bergoglio, l’attuale Papa Francesco, è cresciuto.

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I nostri confratelli dehoniani, avevano rapporti regolari con lui, quando era a capo del collegio dei Gesuiti, e arcivescovo di Buenos Aires.

Una delle mie aree di responsabilità è quella delle province di lingua spagnola del Sud America. La mia prima visita mi aiuterà a familiarizzare con la regione, a incontrare i membri della nostre comunità, con le quali potrò collaborare in previsione di progetti futuri. Ho studiato spagnolo quando ho lavorato in Texas quasi 20 anni fa, ma non l’ho usato molto nel corso dei miei anni in Sud Dakota, e sono più le cose che ho dimenticato di quelle che ricordo. Dopo aver studiato italiano in questi ultimi mesi, non sono mai sicuro di quale lingua adopererò, quando cerco di parlare! Mescolo insieme tre lingue, ottenendo un risultato che non ha senso per nessuno, se non per me! Ho molto da imparare.

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Abbiamo utilizzato molti mezzi di trasporto, e il viaggio da Buenos Aires a Montevideo, in Uruguay, lo abbiamo fatto su una nave battezzata “Francesco”, in onore del nostro Papa. Abbiamo parcheggiato l’auto nella stiva del traghetto e ci siamo goduti i confortevoli posti di un cinema in classe economica. La nave aveva anche un negozio duty free, dove molti viaggiatori hanno fatto la spesa. La mia valigia è già piena, e non ho potuto aggiungere nessun souvenir. Il viaggio attraverso il Rio de La Plata è durato tre ore, ma il traghetto accorcia il tempo che avremmo adoperato in macchina, di oltre la metà.

Abbiamo solo una mezza dozzina di confratelli in Uruguay, sono missionari che provengono tutti dall’Italia. Alcuni dei nostri padri anziani hanno trascorso quasi mezzo secolo al servizio della Chiesa in Sud America. Benché siano pochi, i Dehoniani hanno avuto un impatto significativo. Oltre al lavoro pastorale, abbiamo una tradizione di pubblicazione di libri di teologia, e il periodico “Umbrales”, è un autorevole giornale nazionale.

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I dehoniani servono a Montevideo, nella Gruta de Lourdes, un santuario nazionale ben noto. Sono molti i pellegrini che lo visitano ogni giorno, e alcuni di questi si sono uniti a noi per la messa che abbiamo celebrato. In un giorno di festa a Lourdes, arrivano fino a 30.000 persone che partecipano al pellegrinaggio con preghiere speciali e devozioni. Intere rastrelliere di candele bruciano all’aria aperta, simbolo delle speranze e delle preghiere delle persone. Una fonte fornisce acqua per uso devozionale.

Ci hanno riferito che oltre a lasciare candele devozionali, alcune persone hanno cominciato a portare vestiti e cibo, come offerta per i poveri. La Gruta è sul confine di uno dei quartieri più poveri della città.

La nostra missione vicino a Nostra Signora di Guadalupe, si trova nel mezzo di una delle zone più difficili della città, nota per il narcotraffico. Il Barrio ha molte piccole case, formate da blocchi di calcestruzzo. Tre carceri, che nessun vuole nel proprio quartiere, si trovano a pochi isolati dalla chiesa. Nel tentativo di affrontare i problemi della zona, è stato aperto una nuova stazione di polizia una caserma dei vigili del fuoco, e infine, un bel parco giochi. Le guardie carcerarie di uno dei centri di detenzione, stavano pattugliando la zona quando l’abbiamo attraversata al mattino.

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Ci sono anche due scuole per rispondere alle esigenze educative del Barrio. Le sfide che occorre affrontare nel gestire le scuole dei quartieri poveri sono molte, prima fra tutte cercare di dare ai giovani, gli strumenti necessari a costruire il loro futuro. Il denaro è una preoccupazione costante perché ciò che gli studenti sono in grado di dare per la loro formazione è solo una frazione dei costi reali di gestione di una scuola.

I giovani sono costantemente intorno alla Chiesa di Nostra Signora di Guadalupe. Forse è un rifugio sicuro, in un quartiere decisamente difficile. Ma abbiamo anche scoperto che la maggior parte di loro viene con il computer portatile che il governo fornisce a tutti gli studenti, per sfruttare la connessione Wi-Fi della parrocchia e potersi connettere con gli amici e il resto del mondo. Mentre scambiavo qualche parola con loro, mi sono chiesto che tipo di futuro li attende. Una mamma adolescente sfamava il suo bambino, dell’età di 2 mesi, sui gradini della chiesa. Un giovane, pieno di tatuaggi, aveva sulle braccia una mezza dozzina di profonde cicatrici da coltello. Spero e prego affinché i dehoniani possano determinare una differenza positiva nella vita delle persone, in particolare verso tutti coloro che sono svantaggiati.

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Le suore Missionarie della Carità di Madre Teresa, hanno una comunità nel quartiere. I sacerdoti mi hanno chiesto, una mattina, di dire messa in inglese. Pensando che fossi il Superiore Generale della Germania, la madre superiora si è complimentata con me per il mio inglese!

Abbiamo riso a lungo e poi abbiamo consumato una colazione e del thé insieme.

El Pinar è a circa mezz’ora a est della capitale, vicino alla costa, e molte persone hanno delle case estive per il weekend end dove passano un po’ di tempo lontano dalla città. Non è necessario andare lontano dalla spiaggia, per trovare le case dei poveri, create non per la villeggiatura! Vicino alla chiesa ci sono dei pini che riempiono l’aria di un fresco profumo. La spiaggia di sabbia fine e bianca si estende per miglia, e accogli bagnanti e surfisti. La pendenza delle dune di sabbia mi hanno ricordato le sponde del lago Michigan nell’Indiana, vicino a dove sono cresciuto. Quando P. Heiner ha scritto la lettera programmatica della nostra Amministrazione, ha detto di seguire le orme di Gesù. Nella sabbia, ho potuto vedere chiaramente le orme del nostro Superiore generale che ha lasciato nel corso della sua passeggiata lungo la spiaggia.

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Abbiamo celebrato la messa in El Pinar, e l’assemblea era formata da un bel mix di bambini e adulti. I nostri due sacerdoti sono anziani e non guidano più, ma grazie all’aiuto dei parrocchiani sono ancora in grado di prendersi cura delle necessità pastorali della zona.

Le persone accedono spesso ai sacramenti e sono attivi diversi gruppi di studio biblici e di preghiera. In serata, le sette famiglie che si prendono cura delle manutenzione della parrocchia hanno cucinato per noi all’aperto.

I cuochi hanno impilato una catasta di legna, e cotto carni e salumi, e carne asada. Il nostro tavolo era formato da una tavola di compensato posto sulla cima di due cavalletti. Le famiglie hanno portato frutta e verdura di produzione locale. Tutto era già fatto a pezzi, e veniva passato e condiviso comunitariamente.

Sono stato così tentato di prendere solo un altro boccone, che alla fine ho mangiato molto più del solito.

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Tornando a casa lungo la costa siamo passati attraverso la zona più ricca di Montevideo. Dei grattacieli fiancheggiano la riva, attraverso un bellissimo parco tra la strada e l’acqua. Sembrava Lake Shore Drive a Chicago. Tutte le società hanno delle zone di ricchezza. Qui sembra ancora più pronunciato.

La nostra conversazione ha riguardato il traffico di stupefacenti, abbiamo appreso che i ricchi spendono i loro soldi in droghe ricreative per le loro feste, e nei quartieri poveri si paga un prezzo maggiore con la violenza e per questo molte persone sono in carcere.

Nel corso di questi quattro giorni, abbiamo passato del tempo ad ascoltare ogni confratello, per conoscere la loro storia, cosa stanno facendo, e le loro proposte per il futuro del distretto. Non siamo stati in grado di avere delle vocazioni nel distretto, così dopo tanti anni i missionari sono ancora dipendenti dalle loro entità.

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Abbiamo capito che l’Uruguay è uno dei paesi più secolarizzati dell’ America Latina, e molti sono i fattori che operano contro la religione. Quattro dei sacerdoti sono alla fine dei loro 70, alcuni con crescenti problemi di salute, e questo richiede una pianificazione sia a lungo che a breve termine. La nostra visita, mi ha dato la possibilità di apprezzare il lavoro quotidiano, che la parola di Dio fa quotidianamente nella vita delle persone.

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