QUITO – La città di Quito è diventata, dal 9 marzo 2026, il centro nevralgico della famiglia dehoniana. I rappresentanti di numerose entità della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, venuti da tutto il mondo, si sono riuniti per la celebrazione della seconda tappa del Giubileo dehoniano, dopo Saint-Quentin e Bruxelles lo scorso anno.
Un’apertura tra spiritualità e cultura
I festeggiamenti sono iniziati con una solenne celebrazione eucaristica, punto di partenza spirituale di questo tempo di incontro e di memoria. Questo momento di preghiera ha lasciato spazio a una cena di benvenuto concepita come spazio di convivialità.
L’identità culturale dell’Ecuador è stata onorata per tutta la serata. Il musicista quiteno Jorge Carrera ha accompagnato il pasto con l’interpretazione di brani locali, prima di cedere il palco al gruppo artistico Virgen del Quinche. Attraverso una performance di danza tradizionale, quest’ultimo ha offerto ai partecipanti un’immersione nelle radici culturali del paese, rafforzando l’atmosfera di gioia e fraternità che caratterizza questo raduno.
Riflessioni
Dopo questi momenti di incontro fraterno, il Giubileo è entrato nella fase di riflessione con la prima giornata di conferenze. I religiosi presenti sono stati invitati a meditare sulla storia, il carisma e l’attualità della Congregazione.
Tre interventi principali hanno segnato i dibattiti della prima giornata:
- Padre Carlos Luis Suárez ha affrontato il tema della “fedeltà creativa” al carisma, invitando ad adattare l’eredità del fondatore alle sfide contemporanee.
- Padre José Agostinho Sousa è tornato sull’impegno sociale inscindibile dalla figura di Padre Leone Dehon.
- Padre Emerson Ruiz ha ripercorso gli inizi della missione dehoniana in Ecuador, ricordando perché Quito rimane un luogo simbolico e storico per la Congregazione.
La seconda giornata è stata caratterizzata da altri tre interventi:
- “Formare con il cuore: il discernimento del Regno nella missione formatrice di P. Dehon”, di padre Renato Vieira.
- “La famiglia nell’opera ‘Catechismo Sociale’ di Padre Dehon”, di padre Emerson Ruiz.
- “Padre Dehon missionario negli scritti dell’apostolato sociale: le conferenze romane e le sfide contemporanee”, di padre Lukasz Grezjda.
Con numerose altre interviste, i prossimi giorni si annunciano ancora più interessanti. Prosegue così questo Giubileo 2026 in una dinamica di condivisione, invitando ogni membro a rivisitare le proprie radici per meglio immaginare il futuro della missione.
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