04 novembre 2026
04 nov 2026

Giubileo dehoniano 2026: Appuntamento a Kisangani, dal 23 al 26 novembre

Giubileo dehoniano 2026: Appuntamento a Kisangani, dal 23 al 26 novembre
Intervista a padre Dieudonné Munia, SCJ, Segretario provinciale dei Sacerdoti del Sacro Cuore (Provincia della RDC), sulla celebrazione della terza tappa del Giubileo dehoniano a Kisangani, dal 23 al 26 novembre 2026.
di  Boris Igor Signe, SCJ
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Dal 23 al 26 novembre 2026, la città di Kisangani, nella Repubblica Democratica del Congo, vibrerà al ritmo del Giubileo dehoniano (2024-2028). Terza tappa di un itinerario commemorativo iniziato a Saint-Quentin (Francia) e Bruxelles (Belgio), per poi proseguire a Quito (Ecuador), questo appuntamento, che segna la celebrazione del centenario della morte del venerabile padre Leone Dehon e il 150° anniversario della fondazione della Congregazione,porrà l’accento sulla dimensione oblativa della vocazione dehoniana. Tuttavia, mentre una crisi sanitaria continua a pesare sul Paese, come si organizza un raduno internazionale di tale portata? Per fare il punto sui preparativi e sulle sfide di questo evento, padre Dieudonné Munia, Segretario provinciale dei Sacerdoti del Sacro Cuore nella RDC, ha risposto alle nostre domande.


Buongiorno, Padre Dieudonné. Grazie per la sua presenza qui a Roma e per la sua disponibilità in occasione di questa intervista dedicata ai preparativi della terza tappa del Giubileo dehoniano nella Repubblica Democratica del Congo. Quali luoghi specifici sono stati scelti per questo giubileo?

Dieudonné Munia, SCJ:Il Giubileo dehoniano nella Repubblica Democratica del Congo sarà celebrato dal 23 al 26 novembre 2026. Inizialmente, il Governo generale aveva selezionato due sedi: Kisangani e Wamba. Purtroppo, a causa dei vincoli logistici e delle difficoltà di trasporto all’interno del Paese, la provincia ha deciso di concentrare le celebrazioni a Kisangani. Tuttavia, la commissione preparatoria ha elaborato un programma che prevede varie attività a margine di queste giornate. Esse saranno rivolte principalmente ai membri della provincia, restando al contempo aperte a tutta la famiglia dehoniana che desideri compiere questo pellegrinaggio.

I Sacerdoti del Sacro Cuore hanno inaugurato la loro prima missione nella Repubblica Democratica del Congo – allora Congo Belga – nel 1897. Fu lo stesso padre Dehon a inviare i primi missionari. Da allora, la presenza dehoniana si è profondamente trasformata. Può tracciarci un breve profilo storico di questa missione in Congo?

In effetti, i primi missionari dehoniani giunsero in Congo nel 1897: si trattava dei padri Gabriel Grison e Gabriel Lux. La missione è iniziata a Kisangani, presso il sito di Saint-Gabriel, prima di estendersi progressivamente verso la parte orientale del Paese. Si dovettero tuttavia attendere circa cinquant’anni prima che venissero ammessi alla formazione religiosa i primi confratelli di origine congolese. Tra loro, uno ha perseverato fino alla fine: fratel Dieudonné Oulimwengu, deceduto nel 1976. In seguito, la provincia ha continuato a crescere ed è fiorita di numerose vocazioni, fino a giungere all’attuale vitalità animata da giovani entusiasti.

Quanti membri conta oggi la Provincia congolese dei Sacerdoti del Sacro Cuore, e in quali regioni siete presenti?

Ad oggi, la Provincia congolese conta 142 membri, compresi i giovani in formazione. Siamo presenti in otto diocesi della Repubblica Democratica del Congo.

Quali sono i principali campi d’apostolato dei Dehoniani in Congo?

Il nostro apostolato è molto diversificato. Siamo attivamente impegnati nella pastorale parrocchiale attraverso la cura di diverse comunità. Operiamo inoltre nell’insegnamento e nell’educazione grazie alla nostra rete di scuole. Ci dedichiamo anche alla pastorale sociale, in particolare attraverso un centro di accoglienza e alloggio per minori con difficoltà familiari. Infine, disponiamo di un centro spirituale, senza dimenticare i confratelli impegnati in vari ministeri pastorali specializzati.

Dopo Saint-Quentin e Bruxelles, e poi Quito in Ecuador, questa terza tappa riunirà la Congregazione a Kisangani. Che cosa caratterizzerà la specificità di questa terza tappa del Giubileo dehoniano in terra congolese?

Come ha sottolineato il Superiore generale nella sua lettera, la peculiarità della celebrazione in Congo risiede nell’accento posto sull’oblazione, dimensione costitutiva del carisma dehoniano. Questo tema è stato scelto in memoria del martirio subito dai nostri confratelli durante la ribellione del 1964. Complessivamente, 26 religiosi dehoniani persero la vita. È proprio questa suprema testimonianza di sacrificio e di sangue versato che ha spinto il Governo generale a scegliere questa tematica per la celebrazione in Congo e per l’Africa intera.

Quali saranno le linee guida del programma di questo giubileo?

Il programma elaborato dalla provincia pone al centro la comunione fraterna. L’obiettivo è offrire a tutta la famiglia dehoniana l’opportunità di vivere un pellegrinaggio spirituale sulle orme dei nostri martiri. Le giornate saranno scandite da conferenze tenute da relatori provenienti da contesti differenti, oltre a momenti salienti di preghiera e raccoglimento. Un’intera giornata sarà specificamente dedicata al pellegrinaggio sui luoghi stessi del martirio dei nostri confratelli. Infine, momenti di convivialità e di scambio fraterno consentiranno di consolidare i legami di comunione all’interno della nostra famiglia religiosa.

Da diversi mesi il Paese affronta allarmi sanitari, in particolare legati al virus Ebola. Come preparate questo evento in un simile contesto?

Si tratta senza dubbio di una questione di grande preoccupazione. Come ha ricordato, da qualche tempo il Congo è interessato dalla malattia da virus Ebola, principalmente nella parte orientale del Paese. Secondo le dichiarazioni governative, il focolaio principale è localizzato a est, in particolare nella provincia dell’Ituri.Ciononostante, la situazione è monitorata con rigore dalle autorità sanitarie, che hanno intensificato i controlli alle frontiere, negli aeroporti e nelle comunità locali per contenere qualsiasi rischio di contagio.

Nei luoghi scelti e nelle strutture ricettive, quali misure pratiche sono state adottate per tutelare la salute dei partecipanti?

La provincia, e in particolare la commissione preparatoria, lavora in stretta sinergia con i servizi sanitari e le autorità amministrative. Applichiamo rigorosamente i protocolli sanitari in vigore e adatteremo il nostro piano alle disposizioni che verranno emanate da qui a novembre. Si stanno predisponendo tutte le garanzie necessarie per preservare la sicurezza e la salute dei partecipanti, sia nei luoghi di soggiorno sia durante gli incontri e gli spostamenti.Una gestione attenta delle iscrizioni e un accompagnamento adeguato permetteranno a ciascuno di vivere questo evento nella massima serenità.

Padre Dieudonné, quale messaggio desidera rivolgere ai nostri confratelli e a tutte le altre persone che guardano a Kisangani?

La Provincia della RDC gioisce profondamente e si prepara con fervore ad accogliere la famiglia dehoniana. Nonostante le sfide logistiche e sanitarie del momento, stiamo compiendo ogni sforzo affinché questo giubileo sia un autentico tempo di grazia e rinnovamento spirituale. Il giubileo è innanzitutto una festa della gioia. Tutti coloro che convergeranno a Kisangani, così come quanti si uniranno a noi a distanza attraverso i canali di comunicazione della Congregazione, formeranno un solo corpo nella preghiera e nel rendimento di grazie. Invitiamo tutti a prendere parte attiva a questo grande evento: appuntamento a Kisangani dal 23 al 26 novembre 2026!

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