Reverendo Padre, il P. Giovanni Maria della Croce, religioso dehoniano della Provincia spagnola, è stato martirizzato la sera del 23 agosto 1936 a Valencia ed è stato beatificato l’11 marzo 2001 da Papa Giovanni Paolo II. Cosa possiamo trarre oggi dalla sua eredità spirituale, a 25 anni dalla sua beatificazione?

Juan José Arnaiz Ecker, SCJ: Un primo passo è stato allontanarsi dal “rumore politico” che le situazioni di martirio portano inevitabilmente con sé. Così, in questi anni, abbiamo potuto conoscere la sua figura religiosa e spirituale, il combattimento interiore e vocazionale, la ricerca della volontà di Dio nell’obbedienza e nella contraddizione dei propri gusti, e infine la capacità testimoniale del nostro confratello beato — che vorrei sottolineare senza sosta: è un beato della Congregazione, non della Provincia spagnola.
Perché la Provincia spagnola celebra il giubileo di questo Beato della Congregazione esattamente un mese dopo la data ufficiale della beatificazione?
La Quaresima non è un periodo adeguato per grandi celebrazioni! Semplicemente, è stata una questione di agenda. Non ci sono stati altri motivi.
Quale risonanza ha oggi la figura del Padre Giovanni Maria della Croce, primo Beato dehoniano, all’interno della Provincia SCJ di Spagna?
Il beato Juan María è morto a un’età che oggi potremmo considerare “giovanile”. Addirittura, se lui era giovane, la nostra entità lo era ancora di più. Certamente, avrebbe potuto diventare uno dei pilastri degli inizi istituzionali della nostra Provincia, ma è diventato un pilastro inaspettato, strettamente spirituale. Ed è così che è entrato nella quotidianità della nostra vita comunitaria e apostolica. Ci accompagna in moltissimi casi nella recita della preghiera eucaristica, essendo invocato insieme ai santi della giornata. Nelle nostre scuole, la sua memoria liturgica a settembre ha permesso che diventasse il primo riferimento dehoniano dell’anno scolastico e pastorale. Lo stesso vale per l’apostolato parrocchiale. Personalmente, la promozione della sua devozione specifica è un traguardo che è diventato uno scopo proprio di questo anniversario, così come riprendere lo studio dei suoi scritti e approfondire il suo percorso biografico.
Al di là della Congregazione, è conosciuto in Spagna?
Al di là della Congregazione, nella sua diocesi d’origine, Ávila, sappiamo che ha una presenza liturgica, che nel suo paese di nascita è diventata anche una presenza di spicco, dando nome a strade e strutture comunali a San Esteban de los Patos (Ávila). Tuttavia, non possiamo dimenticare che la sua presenza nella nostra chiesa a Puente la Reina (Navarra), chiamata El Crucifijo, all’inizio del Camino de Santiago, conferisce alla sua figura una portata internazionale difficile da misurare, ma indubbiamente certa. È così che ribadisco l’invito alle entità della Congregazione a programmare pellegrinaggi alla tomba del beato ed entrare in questo communio sanctorum fornita dai nostri confratelli martiri, a cui si aggiunge il venerabile Martino Capelli. Ad oggi, tra Saint-Quentin – Bologna – Puente la Reina si forma un “triangolo della santità dehoniana” che ci permette di toccare con mano i grandi valori dell’oblazione, dell’impegno apostolico, dell’accoglienza dello Spirito, della cura della comunità e dei più deboli, insomma, della radicale consegna al Signore del Cuore nuovo.
Quali sono le iniziative o gli eventi salienti previsti dalla Provincia per celebrare questo giubileo?
Abbiamo programmato le iniziative più come un anniversario e non tanto come un giubileo propriamente detto. Come eventi di questo anniversario, oltre all’incontro fraterno, cui si aggiunge un numeroso gruppo di membri della famiglia del beato, la sua figura, da un lato, sarà ricordata in una conferenza affidata al Postulatore generale della Congregazione, P. Ramón Domínguez, e, dall’altro lato, celebrata con la solenne eucaristia presieduta dal nostro Superiore generale, P. Carlos Luis Suárez. Come segno perenne rimarrà una nuova scultura del beato che sarà benedetta e collocata al culto in questo giorno. Come risultato finale, il governo generale ha voluto che, in occasione di questo anniversario e anche come preparazione alla prossima beatificazione di P. Capelli, l’incontro con i religiosi dehoniani vescovi si celebri proprio a Puente la Reina, nell’ultima settimana di aprile.
A livello provinciale, quale frutto concreto o quale “rinnovamento” spera di veder germogliare al termine di quest’anno giubilare?
Questo anniversario si inserisce nel Giubileo dehoniano e, a livello provinciale, abbiamo indicato che questo corso pastorale abbia una forte carica di rinnovamento spirituale nella ricerca di risposte (anche se provvisorie) a domande che ci abitano, che ci muovono, che ci aiutano a entrare nella comunione quotidiana con lo Spirito che spinse il beato Juan María de la Cruz ad amare così tanto il Signore da non avere paura di proclamare a voce alta il suo Nome, di professare la fede nel Dio-amore che ci ha rivelato il Signore Gesù: consegna oblativa e apostolica., anche se umile e nascosta.



