27 febbraio 2026
27 feb 2026

Sei comunità dehoniane riunite a Bologna nel deserto della Quaresima 2026

Come trasformare l'aridità della sofferenza in un'esperienza creativa dell'amore? È attorno a questo interrogativo, guidati dalla figura di San Giovanni della Croce, che le comunità di Bologna e Modena hanno vissuto il loro ritiro di Quaresima 2026.

di  Domenico Mercato, SCJ

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Sabato 21 febbraio 2026, le quattro comunità dehoniane di Bologna (Curia provinciale, Studentato, Nosadella, Fraternità Tuscolano 99), la comunità di Modena e la Compagnia Missionaria si sono riunite presso lo Studentato di Bologna per il ritiro quaresimale, animato da Suor Teresa Benedetta, Priora delle Carmelitane Scalze.

Il tema dell’incontro è stato: «O fortunata ventura»: Un cammino nella notte della fede e dell’amore, con San Giovanni della Croce. La sua «notte oscura», durata nove mesi nella prigione carmelitana, si è trasformata da un’esperienza di profonda sofferenza e aridità in un’esperienza d’amore, bella e creativa.

Nel suo momento di meditazione, Suor Teresa Benedetta ha commentato le due letture del giorno, soffermandosi in particolare sul Vangelo della chiamata di Levi e sull’affermazione: «Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

Dopo la tavola della Parola e dell’Eucaristia, la giornata di ritiro si è conclusa attorno alla tavola della convivialità con una deliziosa pizzata.

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