Giorni di angoscia e di esodo presso la missione dehoniana di Nduye
Le popolazioni di Nduye, un piccolo villaggio nella provincia dell'Ituri in RDC, vivono da tre giorni nella paura a causa dell'intensificarsi degli attacchi del gruppo ribelle ADF. Il Superiore Generale invita alla preghiera per questa missione dehoniana.
Di fronte all’avanzata e agli attacchi del gruppo armato ADF, il villaggio di Nduye, situato nel cuore della foresta dell’Ituri, è piombato nell’inquietudine, costringendo la popolazione e la comunità missionaria dehoniana all’evacuazione.
Infatti, martedì pomeriggio, la calma abituale è andata in frantumi. Per ore le detonazioni di armi da fuoco hanno risuonato intorno alla località. La causa: un tentativo di incursione dei ribelli dell’ADF (Allied Democratic Forces), prontamente respinto dalla reazione dei militari congolesi (FARDC) e ugandesi (UPDF) di stanza nelle vicinanze.
Se gli spari sembravano colpi di avvertimento destinati a dissuadere gli assalitori, l’impatto psicologico sulla popolazione è stato immediato. Il persistere di queste tensioni ha spinto molti abitanti a fuggire, lasciando alle spalle scuole chiuse, lavori nei campi abbandonati e cantieri fermi. Di fronte a questo smarrimento, anche la missione dehoniana ha preso la decisione di evacuare verso Mambasa, la grande città vicina,
iniziando con la messa in sicurezza dei ragazzi del convitto, trasportati in camion. Un missionario sul posto testimonia:
«Lungo il tragitto di 50 chilometri, la constatazione è impressionante: Nduye si è svuotata della sua popolazione. Lungo la pista, intere famiglie camminano a piedi, portando le loro poche cose in piccoli fagotti. Alcuni hanno già percorso 20, 30 o 40 chilometri sotto shock.»
I confratelli SCJ, le religiose e i giovani del convitto sono ora accolti in sicurezza dalla comunità dehoniana di Mambasa. Il villaggio di Nduye rimane per il momento deserto, in attesa di una valutazione completa della situazione da parte delle forze di sicurezza prima di ipotizzare un ritorno.
Di fronte a questa situazione critica, il Superiore Generale, Padre Carlos Luis Suárez, invita tutta la famiglia dehoniana alla preghiera per il rapido ristabilimento della pace e per la protezione di tutte le persone colpite da questi conflitti e da questi sfollamenti.
Contestualizzazione
Presenti nell’Est della RDC (Nord-Kivu e Ituri) dal 1897 sotto l’impulso di Mons. Gabriel Grison, i Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù (Dehoniani) proseguono ancora oggi la loro missione pastorale, in particolare a Kiragho, Mambasa e Nduye. Tuttavia, la loro zona d’azione, turbata dall’attivismo armato da tre decenni, subisce una crescente insicurezza legata all’espansione del gruppo terrorista ADF/NALU (affiliato allo Stato Islamico), che si estende ormai da Beni fino alla foresta di Nduye.
Nduye è il luogo di missione del Venerabile Bernardo Longo, SCJ, ed è qui che si trova la sua tomba. I Dehoniani vi perpetuano la sua eredità missionaria, in particolare attraverso l’evangelizzazione e l’accompagnamento dei popoli autoctoni, specialmente presso la parrocchia Mater Dei, l’ospedale e il convitto destinato ai giovani pigmei.








