28 giugno 2026
28 giu 2026

BATTITI DI SANTITÀ: UNA CAREZZA DELLA PROVVIDENZA NEL CUORE DEL GIUBILEO

BATTITI DI SANTITÀ: UNA CAREZZA DELLA PROVVIDENZA NEL CUORE DEL GIUBILEO
Lettera in occasione della beatificazione del martire P. Martino Capelli, SCJ
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Lettera in occasione della beatificazione del martire P. Martino Capelli, SCJ

I santi sorprendono, spiazzano, perché la loro vita ci chiama a uscire dalla mediocrità tranquilla e anestetizzante” (Papa Francesco, Gaudete et exsultate, 138).

Ai membri della Congregazione

A tutti i membri della Famiglia Dehoniana

Mi rivolgo nuovamente a voi in questo mese in cui celebriamo la solennità del Sacro Cuore di Gesù. In questa occasione, il mio messaggio coincide con l’anniversario della fondazione della Congregazione per invitarvi a vivere con gratitudine e profitto la prossima beatificazione del Venerabile Servo di Dio Martino Capelli (1912-1944), che come ben sapete avrà luogo il 27 settembre a Bologna (Italia). 

Il 21 novembre 2025, Leone XIV, accogliendo e confermando i voti del Dicastero per le Cause dei Santi, ha dichiarato: «Constano il martirio e la causa che ha determinato il martirio del Servo di Dio Martino Capelli, Sacerdote professo della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, in odio alla fede». Il Sommo Pontefice ha quindi disposto che il presente decreto fosse pubblicato e inserito negli atti del Dicastero per le Cause dei Santi.

Questo non è solo un evento istituzionale, ma una carezza della Provvidenza per la nostra Congregazione in questo tempo di grazia. Mentre percorriamo il cammino del nostro Giubileo dehoniano Dio ci sorprende con questo dono meraviglioso; un regalo che conferma il nostro carisma e la spiritualità del nostro fondatore.

La grazia di Dio ci dona in questo anno 2026, oltre alla beatificazione, la celebrazione di diversi eventi che desidero sottolineare: il 25° anniversario della beatificazione del Beato Giovanni Maria della Croce (11 marzo) e il 90° anniversario del suo martirio (23 agosto). Questo si unisce alla celebrazione del Giubileo dehoniano nel mese di novembre, che avrà luogo a Kisangani e Wamba, nella RD del Congo, luoghi della testimonianza di fede dei confratelli il cui sangue e la cui vita hanno segnato per sempre la terra africana e che ci stimolano a riflettere sul significato dell’oblazione vissuta nella Congregazione (Ecce venio, Ecce ancilla). 

Nella “Consacrazione irrevocabile al Cuore di Gesù”, che troviamo nei Scritti Spirituali di padre Martino, leggiamo: 

O Gesù, voglio entrare nel tuo Cuore santo, chiudermi in esso con tutte le mie miserie per cantare in eterno le tue misericordie. Voglio che tu sia d’ora innanzi per me padre, maestro, signore. Tu sia il centro, il sospiro della mia vita. Ti amerò e ti farò amare dagli altri. 

Martino Capelli non è soltanto un martire; è l’esempio tangibile di ciò che significa essere un Sacerdote del Sacro Cuore di Gesù. Possiamo dire che lui è un volto vivo del nostro carisma. Inoltre, Martino ha vissuto l’oblazione fino al dono della propria vita, unendo il suo sacrificio a quello di Cristo sulla Croce. Fu lì, contemplando il costato trafitto del Salvatore, che Martino imparò a non rispondere con l’odio, ma con il conforto e la presenza, consolando il popolo a lui affidato. Non si è tirato indietro nell’amore, poiché ha dato la sua vita versando il suo sangue per seguire fedelmente Gesù Cristo, suo unico Maestro e Signore. 

Mentre celebriamo il suo martirio, non possiamo restare indifferenti di fronte ai conflitti e alle guerre che oggi, in tante parti del mondo, continuano a seminare morte e divisione. La sua testimonianza è una preziosa occasione per sensibilizzare il nostro sguardo verso la società. Siamo spinti a interrogarci sulle sofferenze dei nostri fratelli e a farci carico delle ferite del mondo, affinché la nostra spiritualità dehoniana si traduca in un impegno concreto per la giustizia e la riconciliazione: «Animando così tutto ciò che siamo, ciò che facciamo e soffriamo per il servizio del Vangelo, il nostro amore, tramite la nostra partecipazione all’opera della riconciliazione, risana l’umanità, la riunifica nel Corpo di Cristo, e la consacra per la Gloria e la Gioia di Dio» (Cst. 25).

In questo orizzonte di santità che abbraccia i continenti, la nostra preghiera si unisce pure ai testimoni della Famiglia Dehoniana: la Beata Albertina Berkenbrock (†1931) in Brasile e la Beata Marie-Clémentine Anuarite Nengapeta (†1964) nella RD del Congo. La loro vita, segnata dalla purezza e dal dono totale, ci ricorda che il sacrificio non conosce confini geografici, ma parla l’unica lingua dell’amore oblativo. Assieme a queste due testimoni uniamo il Servo di Dio Bernardo Longo (†1964), il Venerabile Aloisio Sebastião Boeing (†2006) e il Servo di Dio Léo Tarcísio Gonçalves (†2007), figure luminose che ci insegnano che la fedeltà al Vangelo fiorisce in ogni terra dove il cuore si apre all’azione dello Spirito, rendendo visibile la tenerezza di Dio per l’umanità ferita. Tutto ciò è anche un invito a recuperare la «memoria» dei nostri testimoni dehoniani.

Vi esorto, dunque, a rinvigorire questo elemento essenziale della nostra identità: la preghiera che si fa intercessione e impegno per la pace e la riconciliazione con gesti concreti che nascono dal cuore. Ogni atto di carità, per quanto piccolo, risuona nell’eternità. Non lasciamo che la nostra preghiera diventi un rito sterile, ma torniamo a sentire il battito del mondo nelle nostre comunità, nel nostro apostolato e nella missione.

Vi invito inoltre a utilizzare i materiali sulla vita e l’epoca di P. Martino preparati per questo evento e disponibili sul sito web della Congregazione. Con essi, vi suggerisco di promuovere la conoscenza del nostro fratello e dei suoi compagni martiri nelle comunità, nei gruppi dehoniani e negli apostolati che accompagnate, ponendovi la seguente riflessione: cosa vi apporta questa beatificazione nel contesto delle realtà in cui vivete? D’altra parte, vi incoraggio a sviluppare iniziative concrete – o a sostenere quelle già esistenti – che promuovano la cultura della pace, della giustizia e della riconciliazione a partire dai vostri contesti. Vi invito infine, e in modo particolare, a preparare momenti di preghiera per ringraziare Dio del dono di questa beatificazione.

Possa ciò che stiamo celebrando risvegliare in ognuno di noi la consapevolezza che, per vocazione, non ci lascia indifferenti; noi dobbiamo stare accanto alle ferite aperte del mondo, offrendo noi stessi e la nostra preghiera come balsamo riparatore. L’esempio del Venerabile Martino Capelli accenda in noi il fuoco che il Venerabile Leone Dehon desiderava per la sua Congregazione. Che questo Giubileo non sia solo uno sguardo al passato, ma uno slancio verso il futuro e ci procuri la grazia di essere, come lui, costruttori di pace e testimoni del Vangelo. 

In Corde Iesu,

Carlos Luis Suárez Codorniú, S.C.J.

Superiore Generale

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