02 aprile 2026
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Giovedì Santo: Sull’Eucaristia e la comunione

Giovedì Santo: Sull’Eucaristia e la comunione
In questo Giovedì Santo, giorno dell'istituzione del sacramento dell'ordine e dell'Eucaristia, Padre Dehon, nel suo stile, ci ricorda che nel mistero dell'Eucaristia siamo uniti a Cristo nel modo più intimo e ci invita a cogliere questa opportunità.
di  Léon Dehon
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Sull’Eucaristia e la comunione, possiamo leggere qui di seguito alcuni estratti dagli scritti del nostro Fondatore, padre Léon Dehon, nelle sue «Note sulla Storia della mia vita» (NHV 5/168-172), redatte a Roma dal 1864 al 1865.


  • ‘Non relinquam vos orphanos’ [Gv 14,18]. L’amore di Nostro Signore non sarebbe stato soddisfatto se avesse solo sfiorato la terra. La sua unione con noi sarebbe stata troppo limitata dal tempo, dallo spazio e dalla modalità. Egli ha voluto essere nostro ovunque e sempre nel mistero dell’Eucaristia, e attraverso il modo più intimo di unione, diventando il nutrimento delle nostre anime. È vantaggioso, affinché il nostro affetto per lui non abbia nulla di umano, che non lo percepiamo attraverso i sensi. Nostro Signore è, nel mistero dell’Eucaristia, lo sposo, l’amato della nostra anima.
  • Dio ha elevato la nostra natura a una dignità sublime unendola a sé. Mostriamoci degni di questo onore. La grazia che ci unisce a Dio è il sigillo della nostra adozione, vegliamo su di essa e restiamo sotto la sua influenza per accrescere sempre questa intima relazione con Dio. L’unione con Nostro Signore nell’Eucaristia ci rende simili a lui, ponendo la nostra anima e tutte le nostre facoltà e potenze sotto la direzione e l’influenza dello stesso Spirito che santificava la sua umanità.
  • Quale infinito amore Nostro Signore testimonia a suo Padre e agli uomini nell’ammirabile mistero dell’Eucaristia. Nel sacrificio, egli offre su tutta la terra a suo Padre un omaggio e un culto infinitamente degni, mentre continua la nostra redenzione. Nel sacramento, egli ci santifica per offrire a suo Padre una Chiesa immacolata [cf. Ef 5,26].
  • ‘Qui manducat meam carnem habet vitam æternam’ [Gv 6,55]. Nostro Signore nella santa Eucaristia dona alle nostre anime il pane dell’intelligenza: è lì che lo comprendiamo meglio e che impariamo a conoscere noi stessi. Egli ci dona il pane del cuore ispirandoci un grande amore verso di lui; e il pane della volontà dirigendo la nostra volontà e fortificandola.
  • La santa Eucaristia ci unisce sempre più intimamente a Nostro Signore e ci colma di grazie quando siamo ben vuoti di noi stessi. Vegliamo a purificare bene i nostri pensieri e i nostri affetti per non lasciarvi entrare nulla di estraneo quando possediamo Nostro Signore.
  • Nella santa Eucaristia, la nostra anima è unita a Nostro Signore dall’unione più intima, rappresentata dall’assimilazione degli alimenti. Ma, come Nostro Signore disse a sant’Agostino, non è lui ad essere assimilato a noi, ma è la nostra anima ad essere assimilata a lui per la forza e la dignità di questo alimento divino.
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