16 luglio 2020
16 lug 2020

Radicati nella comunione trinitaria

Reazioni alla conferenza di P. Stefan Tertünte in un ricco dibattito. Il claretiano P. Carlos Garcia Andrade ripropone la teologia della vita comunitaria alla luce della teologia trinitaria.

di  Rodrigo Arruda

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Il quinto giorno del seminario teologico si è aperto con un bellissimo video dell’esperienza di Sint Unum (video vocazionale) in una delle nostre comunità, proveniente dalle Filippine. Oltre a questo, è stato trasmesso un interessante video sul Cameorun, dal momento che è stato impossibile essere fisicamente presenti, come era da programma.

Capire meglio p. Dehon

Il seminario online è iniziato continuando la riflessione del giorno precedente. In particolare, la commissione teologica dell’America Latina ha posto la questione su uno possibile “squilibrio” tra le dimensioni orizzontale e verticale negli scritti di P. Dehon. P. Stefan Tertünte, rispondendo, ha sottolineato che la soteriologia verticale dell’epoca di P. Dehon ha certamente avuto impatto sui suoi scritti sul peccato. Tocca a noi, oggi, mettere in evidenza il lato orizzontale di questa realtà. Altre osservazioni hanno arricchito il dibattito, in particolare quelle di P. John van den Hengel. Lui ha ricordato che i tre misteri dell’amore in P. Dehon sono l’Incarnazione-Passione-Eucaristia. Nell’epoca non si poteva far altrimenti. In questi tempi che sono i nostri, dobbiamo stare attenti a non trascurare una buona teologia della risurrezione in modo a non caricare tutto sull’Eucaristia.

Alla luce di Cristo

Il seminario è poi proseguito con la conferenza del claretiano P. Carlos Garcia Andrade, sul tema: “La dimensione comunitaria della fede: un nuovo orizzonte”. A fondamento della vita fraterna vi è la teologia trinitaria. Attraverso la nuova creazione in Cristo è possibile costruire relazioni umane alla luce delle relazioni in Cristo. A sostegno di questa tesi, il padre ha corredato il suo contributo con elementi storici, biblici, magisteriali, teologici, antropologici e culturali.

La radice trinitaria della vita fraterna

Rimane aperta la domanda sul peccato nelle relazioni umane, che si oppone all’ideale trinitario. P. Carlos Garcia a questo proposito afferma: “la sconfitta del peccato è stata possibile perché questo peccato è stato avvolto dai rapporti trinitari d’amore, dalla comunione divina”. Questo atteggiamento verso il peccato deve anche essere l’atteggiamento del cristiano nella vita comunitaria. Ciò che troviamo nelle relazioni trinitarie deve essere rintracciato nelle relazioni fraterne: kenosis, donazione totale, reciprocità, abbandono. Si tratta di una conversione profonda. La vita consacrata non è una vita di “buone maniere”; al contrario contiene profonde radici nella Trinità: “ai consacrati non basta essere rispettosi, gentili, accoglienti gli uni verso gli altri. Mi piacerebbe vivere in una comunità intratrinitaria, dove se vive la kenosi e dove impariamo a dare la vita gli uni per gli altri”.

P. Carlos Garcia ha fatto anche riferimento a p. Dehon. Secondo lui, P. Dehon ha saputo percepire la radice trinitaria nella vita della comunità: “Tutto questo indica che c’è probabilmente una radice divina nell’idea di comunità cristiana come ha intuito subito, P. Leon Dehon”.

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