«Rendi i nostri cuori simili al Tuo Cuore» – Convegno pastorale in Polonia
Riunita sotto il tema «Rendi i nostri cuori simili al Tuo», l’assemblea ha accolto numerosi partecipanti presso il Centro di Spiritualità Dehoniana. Tra loro vi erano confratelli della Provincia Polacca dei Sacerdoti del Sacro Cuore (Dehoniani),persone consacrate, religiose, nonché amici in rappresentanza di varie parrocchie e movimenti dehoniani, in particolare le Comunità Laicali Dehoniane, il Movimento Giovanile Dehoniano e la Guardia d’Onore del Sacro Cuore di Gesù.
I partecipanti sono stati accolti da p. Damian Płatek, SCJ, direttore del Centro di Spiritualità Dehoniana. Il discorso inaugurale è stato pronunciato da p. Sławomir Knopik, SCJ, Superiore Provinciale della Provincia Polacca della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù. Egli ha espresso la sua gioia in occasione della beatificazione del beato Martino Capelli, SCJ. Riferendosi alle parole del Superiore Generale della Congregazione, p. Carlos Luis Suárez Codorniú, SCJ, che ha incoraggiato tutti a seguire l’esempio del dehoniano appena beatificato e a ricordare sempre il valore della vita spirituale, l’amore verso la Madre di Dio e la cura del carisma dehoniano, ha sottolineato l’importanza di rimanere fedeli a questi valori.
«Il Cuore di Dio e il cuore umano nella Bibbia»
Il primo relatore, p. Mateusz Targoński, dottore in teologia, ha tenuto una conferenza dal titolo «Il Cuore di Dio e il cuore umano nella Bibbia». All’inizio della sua esposizione, ha ricordato che la concezione europea del cuore è stata plasmata dalla cultura ellenistica, nella quale il cuore è considerato anzitutto come la sede delle emozioni e della fede, mentre solo secondariamente rappresenta le inclinazioni interiori e le intenzioni di una persona. P. Targoński ha inoltre fatto notare che il terzo significato del cuore, e il più spesso dimenticato, è la mente. Proseguendo nella sua presentazione, ha evidenziato che il cuore abbraccia l’intera persona e costituisce la parte più intima dell’essere umano, responsabile dell’intera vita umana, poiché la nostra umanità scaturisce dal cuore. Questa comprensione interiore del cuore è particolarmente evidente nell’espressione biblica «dire in cuor proprio», che significa pensare o parlare a se stessi. La ragione e la volontà determinano la nostra condotta e le nostre scelte, poiché il cuore è il centro decisionale. Ciò che nasce nel cuore plasma il nostro comportamento, sia esso buono o cattivo, e influisce sulle nostre relazioni. Come ha concluso il relatore, solo Dio conosce il cuore dell’uomo.
Il cuore dell’uomo moderno
Il secondo relatore, p. Rafał Dudała, dottore abilitato, è intervenuto sul cuore dell’uomo moderno. Ha esordito ponendo la domanda: Che cosa determina le nostre vite? Che cosa riempie il mio e il vostro cuore?
Cercando risposte a queste domande nelle sue riflessioni, ha sottolineato che il cuore dell’uomo moderno è spesso disperso e diviso. Eppure, dovrebbe prima di tutto essere un luogo in cui cerchiamo risposte alle domande che turbano l’animo umano, un punto centrale per scoprire la verità su noi stessi e — quando entra in gioco la fede — uno spazio in cui le risposte si trovano nel contesto della presenza di Dio e alla luce della fede. Il relatore ha affrontato anche le pressioni, il vuoto, la tristezza e le altre emozioni che indeboliscono il cuore. Ciononostante, il cuore può superare il vuoto che si crea in tali circostanze e trovare gioia in molte cose. Appoggiandosi al pensiero e al messaggio di Viktor Frankl, ha ricordato all’uditorio che il compito del cuore è cercare il senso. L’esposizione si è conclusa mettendo in luce una sfida pastorale: comprendere la teologia del cuore, un cuore battezzato nella gioia, non semplicemente come un rimedio a ogni sorta di sofferenza e dolore, ma come una realtà ricolma di gioia che risveglia la gratitudine nel cuore degli altri.
Scambi e dibattito
Dopo una breve «pausa caffè», è seguito un momento di confronto, animato da p. Damian Płatek, SCJ, e da p. Jakub Bieszczad, SCJ. Oltre a condividere testimonianze sull’azione del Sacro Cuore di Gesù nelle loro vite, i partecipanti hanno riflettuto su come avvicinare il cuore dell’uomo contemporaneo all’ideale biblico e su come promuovere la devozione al Sacro Cuore di Gesù nel mondo di oggi.
È stato sottolineato che le relazioni possono essere costruite attraverso un «cuore che ascolta» — un cuore saggio che non offre risposte precostituite, ma ascolta le domande di chi viene a noi. La misericordia consiste nel donare il nostro cuore agli altri, ed è così che si edificano le relazioni e le comunità.
Messa presieduta da Mons. Stanisław Salaterski
Il culmine di questa giornata d’incontro è stata la celebrazione dell’Eucaristia presso il santuario di Nostra Signora della Beata Maternità, presieduta da Mons. Stanisław Salaterski, della diocesi di Tarnów. All’inizio della messa, le reliquie del beato p. Martino Capelli, SCJ, sono state solennemente introdotte nella chiesa, segnando la loro accoglienza ufficiale da parte della Provincia Polacca della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù. All’inizio della sua omelia,Mons. Stanisław Salaterski ha presentato Maria come il modello di una madre dal cuore aperto, pronta a donarci Gesù quale rimedio a tutte le nostre preoccupazioni e angosce. Ha evidenziato che, senza il rispetto della vita fin dal concepimento e senza il senso di responsabilità verso la vita, è difficile parlare di ascolto e fedeltà all’insegnamento di Dio:
«L’ascolto della Parola di Dio è un messaggio vicino ai nostri cuori nel Cuore di Nostro Signore Gesù, e particolarmente significativo in questo luogo: il santuario di Nostra Signora della Beata Maternità», ha dichiarato il vescovo.
Ha inoltre insistito sul fatto che le persone di oggi sono diventate indifferenti al peccato e al male, il che rende più difficile la riparazione delle colpe. Rimane tuttavia la speranza che Dio veda ogni sforzo compiuto in questo senso, nonostante le prove e gli ostacoli. Il nostro apostolato e la nostra condivisione del bene hanno una ricca tradizione nella vita della Chiesa e delle congregazioni religiose. Questa tradizione può servire da fondamento per andare incontro agli altri con il Cuore di Gesù.





















