12 marzo 2016
12 mar 2016

Scriveva per terra

di  Rinaldo Paganelli, scj

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“Non ricordate più…” (v 18) non è un invito a liquidare la memoria, a cancellare il passato. In realtà il Signore ci chiede di vedere ogni cosa come una cosa nuova, che lui compie e fa oggi invita ad accorgersi dell’opera del Signore. E’ un germoglio, ci vuole attenzione per scoprirlo vale per ciascuno. Vale per il nostro tempo che può sembrare così lontano dall’accorgersi di germogli nuovi. Il Signore fa violenza alla natura: lui desidera modificare tutto in modo che le potenze negative scompaiano completamente (v.17) e i paesaggi selvaggi diventano praticabili, animali selvatici ricuperati perché il popolo possa cantare le lodi a Lui (v.12). In modo forte il Signore sottolinea il suo legame strettissimo con il suo popolo.

Pr 27,25: Tolto il fieno, ricresce l’erba nuova e si raccolgono i foraggi sui monti.

Eb 8,13: Dicendo alleanza nuova, Dio ha dichiarato antica la prima.

 

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La “sublimità della conoscenza di Cristo Gesù” (v.8) diventa il criterio, il discernimento, il giudizio e la norma di ogni realtà. Questo non vuol dire che niente abbia valore, ma se mai il rovescio, e cioè che tutto acquista il suo vero valore alla luce e relativamente alla “conoscenza di Cristo Gesù,. Senza questa esigente e assoluta priorità della relazione con Gesù, tutto va perduto, tutto è “spazzatura”: L’affermazione dell’Apostolo, è una decisione e un’azione morale, a partire dalla nuova e radicale interpretazione di tutta la realtà, quale è proposta dalla fede di Gesù. La conoscenza di Cristo Gesù non è il disprezzo e il rigetto di tutto, ma ne è la piena illuminazione, che toglie ad ogni realtà il rischio di diventare idolo seducente e ingannevole

Sir 27,12: Tra gli insensati non perdere tempo, tra i saggi invece férmati a lungo.

Mt 5,30: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.

 

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Cristo Gesù non accetta che ci sia un “superamento” della Parola ma, in Lui, il suo pieno adempimento. Cristo Gesù che scrive presenta un Dio ormai pienamente chinato verso la terra che scrive la sua Parola nel cuore dell’uomo con il dito e il dono dello Spirito. L’altro grande segno di Gesù è il suo dialogo con la donna. Il suo rimanere solo con lei, dice che Egli non se ne è andato con gli altri perché veramente è “senza peccato”. Quindi lui potrebbe punirla e condannarla secondo la Legge. Ma la Legge ha messo tutti sotto il peccato per mettere tutti sotto la misericordia divina. Solo il perdono permette al peccatore di andare più in là del proprio peccato, per ritrovare la propria innocenza sempre nel futuro e non nel passato.

Est 8,8: Potete scrivere voi a mio nome, come vi sembra, e sigillate con il mio anello.

Gv 19,20: “Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”.

 

Per il confronto personale o in gruppo:

– Come ti trovi con le cose nuove?

– Quello che ti circonda come lo guardi?

– Sei capace di accogliere o ti è più normale dividere?

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