03 settembre 2016
03 set 2016

Seguendo l’Anno Santo della Misericordia

di  Jozef Golonka, scj

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È ormai trascorso già metà dell’Anno Santo della Misericordia. Quante cose importanti abbiamo sperimentato in questo tempo: tempo speciale, pieno della grazia di Dio Onnipotente. Quanti incontri e quante conferenze sul tema della misericordia abbiamo seguito oppure abbiamo dato agli altri, per far capire meglio l’aspetto della misericordia, sia la misericordia di Dio Padre verso di noi che la nostra misericordia verso il prossimo. Gli atti di misericordia non bastano mai nella vita dell’uomo. Dio Padre Misericordioso si presenta sempre con il suo perdono, pieno di amore misericordioso infinito, senza nessun sintomo di stanchezza verso di noi. Gesù ci insegna nel suo Vangelo quanto è bello camminare verso il paradiso aiutando il prossimo nelle sue debolezze e mancanze, sia fisiche che spirituali. “Chiunque vi avrà dato da bere un bicchiere d’acqua nel nome mio, perché siete di Cristo, in verità vi dico che non perderà la sua ricompensa” (Mc 9,41). Quanto è bello condividere il nostro cuore con quelli che vivono senza la speranza e senza nessun gesto di solidarietà. Quanto è bello essere misericordiosi piuttosto che giustificatori.

Questa volta vorrei presentarvi alcuni libri dei confratelli che trattano il tema della misericordia e soprattutto provengono dall’esperienza sacerdotale e il lavoro pastorale.

 

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Prima di tutto viene presentato un libro sull’aspetto della spiritualità dehoniana nel contesto del cristianesimo europeo di oggi. L’autore, Marcello Neri, è professore incaricato di teologia cattolica nell’Università di Flensburg (Germania). Lui ci dà nelle mani il libro del titolo: Giustizia della misericordia. Europa, cristianesimo e spiritualità dehoniana. Uscito in questo anno (2016) dalle Edizioni Dehoniane di Bologna, con 136 pagine. Sulla quarta di copertina troviamo un bel testo che potrebbe servire come riassunto e presentazione del libro: “Pensare a fondo la spiritualità dehoniana nel contesto odierno dell’Europa apre le porte a un profilo trans-culturale inatteso e consente di elaborare una riflessione sulla presenza della congregazione religiosa in epoca di globalizzazione. Il testo si concentra simbolicamente intorno alla figura della misericordia, che consente di congiungere la spiritualità dehoniana alla ripresa sorprendente della devozione al Sacro Cuore che innerva le trame di sensibilità spirituale quale criterio di analisi della giustizia sociale nella EVANGELII GAUDIUM. E permette, d’altro lato, di cogliere l’anno santo come tempo opportuno per un ripensamento e un riposizianamento di quella spiritualità nel solco aperto da papa Francesco”.

 

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Il secondo libro, scritto in lingua portoghese da P. Agostinho Pinto con il titolo: Gestos da ternura de Deus as obras de misericordia. Il libro contiene 121 pagine. Come presentazione ho messo i pensieri dell’autore: “Le opere di misericordia sono degli atteggiamenti che lo Spirito Santo infonde in coloro che si lasciano guidare da Lui e li porta ad agire in favore di chi vive in situazioni di fragilità fisica o spirituale. Così questi benefattori sono strumenti di Dio nel suo eterno fare il bene e le loro buone opere diventano gesti della tenerezza divina.

“Gesti della tenerezza di Dio” è il titolo che cerca di sintetizzare la riflessione apportata in questo libro nell’anno giubilare della misericordia.

“Gesti della tenerezza divina” è una riflessione che parte dalla testimonianza di tanti uomini e donne che, da buoni samaritani, si inclinano davanti a tanti altri che hanno bisogno di attenzione, di aiuto, di stimolo, di considerazione, di sostegno, di dedicazione…

“Gesti della tenerezza di Dio” è una condivisione di ciò che ho vissuto nella mia azione pastorale.

Questo libro contiene delle piccole storielle di vita che illustrano il contenuto dottrinale sulle opere di misericordia, sia corporali che spirituali.

Alla fine di ogni tema, c’è una serie di domande da sfida che possono aiutare il lettore a fare il proprio esame di coscienza, per vedere se è un cristiano autentico o meno, se è un seguace del Buon Samaritano che è Gesù.

Speriamo che questo libro aiuti il lettore a scoprire che anche lui stesso è uno strumento che Dio vuole utilizzare per prolungare e ripetere i suoi gesti di tenerezza, in quanto eterno Buon Samaritano, che non fa altro che inclinarsi davanti a tante persone cadute e saccheggiate, per guarire le loro ferite e portarli all’albergo in modo da completare la guarigione iniziata”.

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P. José Luis Segura Lacruz con il suo libro: Visitando enfermos, edito da El Reino in Spagna, con 237 pagine, ci porta dagli ammalati in Venezuela per approfondire la conoscenza dell’uomo sofferente pieno della sua ricchezza spirituale e debolezza umana. Chi ha ricevuto la grazia di diventare sacerdote, è capace di ricevere e dare misericordia. Gli ammalati non chiedono da un prete qualcosa di straordinario. Essi soprattutto chiedono la sua presenza, di essere portatore della Parola di Dio, portatore della misericordia e del perdono. La misericordia è la madre della speranza. Spesso gli ammalati sono abbandonati e sono predestinati a vivere nel loro mondo stretto, chiuso, solitario. Una visita di “un buon samaritano” porta loro la serenità e Gesù, che con la sua grazia dà loro nuovo senso alla sofferenza e la forza di vivere per Lui. L’autore condivide le sue esperienze tra gli ammalati come un buon pastore e buon samaritano. La sua esperienza può aiutare a scoprire di nuovo il senso delle visite pastorali ai più bisognosi e più sofferenti.

 

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E alla fine di queste presentazioni, un libretto dell’autore che già qui è stato presentato: P. Aimone Gelardi, Ed è subito sera. Divagazioni sulla vecchiaia, di 111 pagine di formato tascabile. Lo scrittore, dopo aver raggiunto la soglie dei settanta anni, si è messo a riflettere sulla vecchiaia. I pensieri personali ci portano, a quest’età, a riflettere sull’anzianità o, chi vuole, sulla vecchiaia. Il lettore automaticamente entra in questo campo e si trova sia nel suo futuro che nel presente verso le persone di una certa età. L’anno di misericordia ci ricorda non solo di vedere le persone bisognose ma di dare la mano a chi ha bisogno. Ecco cosa l’autore scrisse, sorprendendo inaspettatamente la protagonista: “Patrizia, una volta, prima di Natale, preso il coraggio a due mani, si avventurò a bussare alla porta del mio ufficio. Restando sulla soglia, disse due cose gentili, poi si accostò, posò sulla scrivania un cofanetto di cartone colorato con tante caramelle alla frutta e a me che, sorpreso, chiedevo il perché – come se ci debba essere sempre un perché per le cose che una persona fa con il cuore – disse soltanto col suo bell’accento romano: Perché c’avevo voja… così, perché lei è gentile e quanno passa me saluta e quanno esce mo lassa detto”. Quanto valore ha un buon rapporto tra i giovani e gli anziani.

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