28 novembre 2015
28 nov 2015

Vigilanti nell’attesa

di  Rinaldo Paganelli, scj

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avvento 2015

Entriamo nel tempo dell’avvento, il tempo della memoria, dell’invocazione e dell’attesa della venuta del Signore. Ci è data la possibilità di leggere i nostri giorni come realtà piene di sorprese e di novità, un presente in cui possono accadere tante cose. Soprattutto ci apriamo a un futuro caratterizzato dal nuovo che il Signore può instaurare. La sequela di Gesù nell’oggi della storia diviene nuova, il nostro camminare trova la direzione e un orientamento che dischiude speranze sopite e nascoste.

È possibile esercitarci all’attesa del Signore, alla visione nella fede delle realtà invisibili (cf. 2Cor 4,18), al rinnovamento della speranza del Regno che costruiamo con i poveri, esercitandoci nella misericordia. In questo tempo abbiamo bisogno di uno spirito vigilante, che è il sale di tutto l’agire, è la luce del pensare, ascoltare e parlare di ogni umano. La vigilanza ci aiuta a lottare contro il sonno e soprattutto contro l’intontimento spirituale, a scrutare l’orizzonte per cogliere chi e che cosa sta per giungere. Nell’esercizio faticoso della vigilanza, che impegna la mente e il cuore, ci sentiamo sostenuti da una speranza salda nel Signore “che non ritarda nel compiere la sua promessa”.

 


 

I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO C)

 

Geremia 33,14-16 Realizzerò le promesse di bene

Il profeta descrive l’opera che sarà compiuta da Dio nella pienezza del tempo: farà risorgere la Parola detta a Israele, farà germogliare, fiorire, un germoglio di giustizia; e Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà in pace. Siamo di fronte alla grande prospettiva messianica. Sembra di poter intravedere il raccogliersi in una persona sola, o in una sola funzione, i due elementi del sacerdozio e della regalità. Tutti comportamenti che anticipano quello che sarà Cristo Gesù e che danno alle attese la forza e la gioia di essere alimentate. Solo con grandi prospettive diventa possibile alimentare la speranza.

Sal 119,103: Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse, più del miele per la mia bocca.

2Cor 1,20: Infatti tutte le promesse di Dio in lui sono “sì”. Per questo attraverso di lui sale a Dio il nostro “Amen” per la sua gloria.

 

1 Tessalonicesi 3,12-4,2 Il Signore vi faccia sovrabbondare nell’amore

L’amore è tale perché incessantemente cresce: “Il Signore vi faccia crescere e abbondare nell’amore”. E tale amore ha due grandi essenziali dimensioni. E’ “vicendevole” e “verso tutti”. Dunque l’amore è assolutamente incondizionato: ama le persone “come sono”, e non per quello che sono. Tale è l’amore di Dio per tutti i suoi figli! E tale è l’amore di Paolo per i suoi figli di Tessalonica. L’amore cresce anche grazie alla dinamica di una vita spirituale e morale. Il comandamento dell’amore è infatti l’orizzonte della prassi cristiana, e l’amore è tale proprio per il suo necessario continuo crescere. Da qui la prospettiva e l’invito a “progredire ancora di più”.

Dt 30,9: Il Signore, tuo Dio, ti farà sovrabbondare di beni in ogni lavoro delle tue mani,

Mt 12,34: La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.

 

Luca 21,25-28.34-36 La vostra liberazione è vicina

Quando il Signore verrà, la terra e il cielo saranno sconvolti, molti uomini moriranno di paura dice il Vangelo, perché la venuta del Figlio di Dio annuncia un Regno eterno di giustizia e di pace. Solo allora ci sarà la piena manifestazione della gloria di un Dio che attraverso Cristo Gesù, ha sussurrato da sempre che la via della salvezza non è la ricerca del potere, ma la libertà del cuore. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Nessuno è esente da un cuore appesantito, neanche chi nella sua vita ha cercato di seguire il Signore, ecco allora l’invito a vegliare non misurando parole e azioni, ma pregando. Un cuore libero, capace di riconoscere la venuta del Figlio di Dio, senza avere paura, è un cuore che non si è appesantito, perché non ha mai interrotto la relazione con il Salvatore del mondo.

Sir 51,9: Innalzai dalla terra la mia supplica e pregai per la liberazione dalla morte.

Eb 11,35: Altri, poi, furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una migliore risurrezione.

 

Per il confronto personale o in gruppo

– C’è qualcosa che in questo tempo alimenta la tua attesa?

– In che modo fai crescere l’amore?

– Che cosa fai per rendere libero il tuo cuore?

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