02 ottobre 2020
02 ott 2020

Con uno spirito oblativo-riparatore

Anche se non è dehoniano, la testimonianza di Mons. Pedro Casaldáliga incontra la spiritualità dehoniana: l’oblazione e la riparazione.


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L’8 agosto, il vescovo Mons. Pedro Casaldáliga è morto a Batatais, in Brasile, a causa di problemi respiratori aggravati dal morbo di Parkinson. Nato il 16 febbraio 1928 a Barcellona (Spagna), è entrato nella Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria – Clarettiani nel 1943 ed è stato ordinato sacerdote il 31 maggio 1952. A quarant’anni è stato inviato in Brasile come missionario a São Félix do Araguaia, una prelatura di cui è diventato vescovo dopo l’ordinazione episcopale del 1971, e vi è rimasto fino al termine della sua vita.

La fama di Mons. Pedro Casaldáliga è andata ben oltre il territorio brasiliano, grazie alla sua attività pastorale legata soprattutto alle questioni indigene e ai conflitti agrari, ma anche ai giovani. Anche se non era dehoniano, ha attraversato più volte il cammino di alcuni nostri confratelli, che oggi, per rendere omaggio, rendono testimonianza della loro esperienza con Mons. Pedro (cliccando su ogni nome si può scaricare la testimonianza completa).

 

Mons. Vilsom Basso, vescovo di Imperatriz, ricorda le occasioni in cui incontrò “Pedro”, come lui stesso amava essere chiamato, a volte con “molta energia e speranza”, a volte “sereno e silenzioso”. Era veramente un “uomo speciale, unico”, con un “sorriso gentile e costante, una voce profetica e coraggiosa”. Per Mons. Vilsom, il cui compleanno è lo stesso di Mons. Pedro, incontrarlo è stato un “privilegio immeritato, una grazia speciale”.

 

Mons. Vital Chitolina, vescovo di Diamantino, una regione vicino a São Félix do Araguaia, ricorda che Mons. Pedro “ha vissuto nella sua pelle e nel suo cuore, innegabili sfide… ha vissuto le distanze geografiche e umane… ha assistito alla violenza brutale contro la vita… ha denunciato l’abbandono e lo sfruttamento delle minoranze… ha aperto le mani ai poveri”. Anche se non ha cercato “riconoscimento o onore”, ha fatto riconoscere il suo “nome e il suo apostolato in tutto il mondo”.

P. Cláudio Weber, ex Consigliere Generale, riconosce che, pur avendo incontrato Mons. Pedro solo poche volte, ha imparato molto da lui e ha cominciato ad ammirarlo: “Ho letto i suoi articoli e le sue poesie con sempre maggiore interesse”. Considera il vescovo un “dehoniano esemplare per il suo spirito di oblazione-riparazione”, nutrito “nella comunione e nell’adorazione eucaristica”, e con “capacità intellettuale ed eloquenza poetica” al servizio della missione.

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