25 novembre 2022
25 nov 2022

Educare con cuore e mente aperti

La Commissione Educare si è riunita a Roma agli inizi del mese di novembre. Tra le priorità: accompagnamento degli educatori e più impegno nella rete sociale. L’anno 2023 sarà dedicato al tema della riparazione.

di  Levi dos Anjos Ferreira, scj

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Bridget Martin, Franz-Joseph Hanneken, p. François Njiman, p. Donatus Kusmartono e p. Kusmartono. Insieme abbiamo formato la commissione EDUCARE. La commissione promuove i contatti tra tutte le istituzioni educative dehoniane sparse nel mondo. E ce ne sono molti! Speriamo a tempo debito di poterli presentare tutti sul sito ufficiale della Congregazione (dehoniani.org).

Oltre all’incontro diretto, lo scopo di questo incontro era anche quello di assicurare la continuità nella diffusione dello spirito dehoniano e dell’identità dehoniana nelle nostre istituzioni educative. Il nostro desiderio è che anche gli educatori siano ben accompagnati e provvisti di materiale, affinché gli studenti sentano l’importanza della formazione cristiana (dehoniana) nelle nostre scuole.

A tal fine, vogliamo promuovere il contatto e la collaborazione tra le istituzioni educative in modo efficace e articolato. Pensiamo che in questo modo sia gli studenti che gli insegnanti potranno beneficiare non solo dello scambio religioso, ma anche della dimensione culturale e sociologica.

Continueremo a scegliere temi sui quali le scuole potranno sviluppare le attività nel corso dell’anno scolastico, sempre nell’ottica di un possibile scambio tra le persone che condividono le attività. Un tema ispiratore per l’anno 2023 sarà il nostro abituale “Cuore e mente aperti”, combinato con il nostro spirito di riparazione della congregazione. A partire da qui, ogni scuola elaborerà un programma di attività. Vi ricordo che molte azioni sono già in corso. Non partiamo da zero. Seguite la nostra homepage nei prossimi mesi e ne saprete di più.

Il Patto Globale per l’Educazione lanciato da Papa Francesco nel 2020 si concentra sull’urgenza di fornire un’istruzione di qualità. Siamo convinti che questo Patto aiuterà la società a umanizzare l’educazione mettendo la persona al centro del processo educativo. Vogliamo creare nei nostri centri una consapevolezza dell’importanza di questo Patto e promuovere la cultura della “pedagogia della cura”, per sensibilizzare studenti, insegnanti e collaboratori a prendersi cura della nostra casa comune e dei suoi abitanti.

Anche se ci troviamo in Paesi diversi, con culture e lingue diverse, questo non deve essere un ostacolo all’interazione e alla comunicazione tra le entità. Le videoconferenze internazionali offrono un’eccellente opportunità per migliorare le competenze linguistiche. Apprezziamo anche i crescenti sforzi nei nostri ambienti educativi per sviluppare ulteriormente l’inglese come lingua utile per la comunicazione all’interno della congregazione.

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