16 febbraio 2016
16 feb 2016

Incontri e racconti

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leggi-1 ITDopo diversi giorni di visite nelle case di formazione, abbiamo avuto modo di conoscere alcune parrocchie dehoniane in India. In Kerala, svolgiamo il nostro servizio nelle aree di Koodal e Sooranad. A Koodal ci sono un centinaio di famiglie, composte da lavoratori sottopagati, impegnati nelle piantagioni di gomma. A Sooranad si sta costruendo una nuova chiesa per ospitare le circa 160 famiglie presenti, grazie alla raccolta di fondi a livello locale, e attraverso appelli alle parrocchie più grandi presenti nella diocesi. La maggior parte delle persone lavora come braccianti a giornata, senza sapere se saranno scelti per il lavoro, anche il giorno seguente.

Parrocchie fra la gente

I parroci hanno visto crescere la presenza e la partecipazione delle persone grazie all’invito di p Dehon – “Andate tra la gente”. Visitano le case e cercare di rispondere alle esigenze delle comunità nei modi più diversi. Uno dei nostri fratelli SCJ, è fortemente impegnato nel sociale, al fine di poter sostenere le lotte, nelle quali sono impegnate le famiglie locali.

Abbiamo trascorso nove ore sulla strada, ed ho avuto modo di vedere la densità della popolazione in India. Abbiamo attraversato tratti urbani, apparentemente senza fine, con moto e bus, biciclette e pedoni fuori e dentro l’autostrada, con corna di animali ovunque e il suono continuo dei clacson. Ho guardato fuori dal finestrino, per fissare nella mia mente suoni e odori. Sembra di essere dentro un film, e sto cercando di comprendere la trama e il significato di tutto quello che mi circonda. Quali storie mi avrebbero potuto raccontare le voci di queste persone?

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Mumbai è un enorme, tentacolare, megalopoli di livello mondiale con 25 milioni di abitanti! Moderni edifici, spettacolari ed artistici, sorgono in prossimità degli enormi bassifondi che sono in continua espansione. Si costruisce ovunque, perché il governo ritiene che l’edilizia sia un volano di crescita a lungo termine.

Ci siamo incontrati con il vescovo ausiliare Savio, che ci ha accolti con tè e biscotti. Vista la crescita del Distretto, i dehoniani stanno cercando di espandersi in nuove aree e cercano di individuare quali tipi di ministero rispondano al nostro carisma di amore, in modo da poter soddisfare le esigenze della diocesi.

Curiosità del vivere

Quando si viaggia, è bene dedicare un po’ di tempo alle visite turistiche. Il centenario “Gateway of India” è stato costruito per accogliere le navi in arrivo nella zona del porto. Le ultime truppe britanniche, lo hanno simbolicamente lasciato nel 1948, quando l’India ottenne l’indipendenza. Dall’altra parte della strada sorge il magnifico albergo, che è stato il tragico bersaglio di un sanguinoso attacco terroristico, qualche anno fa.

La canonica della chiesa di Vasai, ha una sola camera per gli ospiti; così con P. Heiner abbiamo sperimentato l’ospitalità di una delle famiglie della parrocchia. Ho avuto modo di apprezzare la cultura, la storia, la politica dalla gente locale. Abbiamo sentito le storie dei membri della famiglia, raffigurati sulle pareti, e tutto questo ci ha dato il senso della quotidianità per le persone che vivono in questa parte del mondo.

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La Messa celebrata nella parrocchia della Divina Misericordia era in inglese, è stata presieduta di p. Heiner, ed io sono stato invitato a predicare. L’esortazione di San Paolo a vivere nell’amore ad essere pazienti e gentili, si adatta molto bene sia alla spiritualità dehoniana che alle nostre sfide quotidiane, per vivere ogni giorno una vita cristiana. Alcuni danzatori hanno aperto la processione d’ingresso, accompagnati dalle armonie di un coro di giovani.

Dopo la Messa 16 membri appartenenti al Consiglio Parrocchiale, si sono seduti in cerchio e dopo aver condiviso uno spuntino, hanno descritto le necessità della Chiesa in questa area. Anche se è una piccola parrocchia, le persone sono molto impegnate nel costruire una comunità animata da molti gruppi e attività. Anche se i sogni di una nuova chiesa sembrano andare oltre i propri mezzi, tutti stanno facendo dei piccoli sacrifici, per rendere, un giorno, questo sogno una concreta realtà.

In serata abbiamo preso una macchina per recarci a Sant’Antonio, un piccolo spazio di culto al 2 ° piano di un edificio che sembra molto simile a tutte le case di cemento della zona. Siamo saliti su una scala di cemento stretta, per raggiungere la stanza superiore. E’ tutto molto diverso dalla grandiosità delle chiese storiche di Roma; qui sono stato chiamato più chiaramente a tornare ai principi fondamentali della nostra fede. Questo luogo assomiglia al cenacolo dove Gesù ha mangiato con i suoi discepoli. In una giornata calda, siamo stati accolti con un bicchiere di acqua fresca, e ho pensato al Vangelo, e ho pregato Dio affinché li benedica per l’ospitalità data nel nome di Gesù.

Contrasti di vita

Abbiamo incontrato, in chiesa, una studentessa dell’ “11° livello”, una delle poche che conosceva l’inglese, e ci ha fatto da interprete con la comunità. Ci ha chiesto di onorarla con una visita alla sua famiglia, e per questo l’abbiamo seguita. Intorno alla missione, sorgono molte povere case fatte da blocchi di cemento, con gli scoli che confluiscono in un lungo canale scavato nel calcestruzzo. Le risate dei bambini, vengono da una improvvisata partita di cricket che si svolge in mezzo a cumuli di immondizia.

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Siamo entrati in una casa per la famiglia composta da cinque persone. E’ molto piccola, forse 12 per 30 piedi. La casa è decorata con immagini sacre dai colori vivaci. La metà dello spazio è occupato dal soggiorno, con un divano che si trasforma in letto. L’altra metà è per la cucina, dove la madre prepara del cibo che vende nel quartiere. In una piccola soffitta, sotto lo spiovente tetto di lamiera, dormono i bambini. Malgrado il poco spazio a disposizione, l’unico mezzo di trasporto della famiglia, una motocicletta, viene custodita all’interno per ragioni di sicurezza.

Sulla via del ritorno, abbiamo attraversato un affollato quartiere-bordello, con le donne in fila lungo i vicoli di mattoni, che cercano di attirare i clienti per guadagnarsi il pane quotidiano. Il governo fornisce una licenza alle lavoratrici del sesso, ma la vita è davvero dura e l’AIDS è un pericolo costante. Un gruppo di religiose ha un centro proprio in questa zona, per cercare di raggiungere le ragazze adescate nel web, e prendersi cura delle giovani, impedendole di cadere in questa vita.

Un salto nella formazione

Siamo volati fino allo stato di Andra Pradesh, e a Eluru tutti gli studenti ci aspettavano al cancello, e ci hanno accompagnato con ritmi di tamburi fino all’ingresso della nostra Casa di Teologia. Ho lavorato molti anni in Sud Dakota, ho imparato a capire l’importanza delle percussioni, un’importanza che ho colto anche nella cultura indiana.

La statua di Gesù siede a gambe incrociate nella posizione del guru, ed entrando nella cappella per la preghiera, ci togliamo le scarpe. Qui sono presenti 26 studenti di teologia seguiti da 3 formatori. Dopo la messa e la cena, gli studenti hanno presentato un piccolo spettacolo di musica, danza e preghiera. Alcuni studenti avevano una chitarra e mi hanno chiesto di suonare una canzone. Quando ho iniziato a cantare il testo riadattato di “I’m Gonna Be Somebody” per raccontare la storia di Eluru, hanno lanciato un urlo. Abbiamo anche festeggiato il compleanno di tre dei membri della comunità nati il 2 febbraio. Hanno la tradizione di offrirsi un pezzo di torta l’uno con l’altro, proprio come si farebbe in un matrimonio negli Stati Uniti.

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Alle 5:30 del mattino successivo, sono suonate le campane per svegliare tutti, e uno dei sacerdoti ha messo un secchio di acqua calda fuori dalla mia porta. Sono abituato a fare una doccia calda al mattino, ma ora sto diventando bravo anche con la spugna! Un’altra differenza l’ho potuta cogliere, guardando fuori della finestra, dove ho visto una scimmia su un albero.

Con solo due giorni a disposizione e più di 30 persone da incontrare, abbiamo avuto un fitto calendario. Avremmo potuto dare agli studenti 15 minuti ciascuno, ma sono venuti molto preparati e con grande entusiasmo ci hanno manifestato le loro speranze e condiviso le loro difficoltà. Sono orgogliosi del fatto che il Distretto sia giovane e pieno di energia, ma spesso si sentono, ci ha detto uno studente, “come un uccello che non ha ancora imparato a spiegare le proprie ali e a volare.” Spero di poter essere d’aiuto nel fargli trovare la loro strada.

Difficoltà e soddisfazioni

La formazione è un ministero difficile. Non si ottengono gli stessi risultati di una parrocchia, e sono grato a tutti coloro che si dedicano a questo servizio, così necessario nella nostra Congregazione. Gli studenti si formano attraverso una sana indipendenza e una necessaria fase di ribellione, spesso dolorosa da entrambe le parti. I teologi rispondo a tutte le domande su Dio, sulla vita religiosa, e il modo nel quale siamo chiamati a vivere. Le loro azioni non devono scostarsi dai loro ideali, e per questo gli studenti sono una continua sfida.

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Uno studente ci ha raccontato che ci possono essere due modi diversi, per cogliere la reazione dei più anziani, a secondo del rapporto che si ha con loro. Alcune persone obbediscono per paura di una punizione o di conseguenze negative. Quando si ha un leader, si ha paura di deluderlo perché lo vuoi rendere orgoglioso. Questo tipo di leadership è quella a cui tutti noi aspiriamo.

Abbiamo visitato la parrocchia di Vembadu e le sue tre delegazioni. Siamo stati accolti presso la parrocchia principale da tre ragazze in abiti tradizionali, che ballando ci hanno accompagnato in chiesa. All’interno numerose decorazioni, colorate e luminose, illustravano le varie attività della parrocchia. Grazie alle visite pastorali e ad una costante attenzione, la comunità cattolica è in crescita. Abbiamo anche un paio di candidati provenienti dal villaggio. Sono stato impressionato dal lavoro che fino ad ora, ho avuto modo di vedere.

Poi abbiamo percorso un sentiero per gli animali, dove i bambini ci hanno guidato per aiutarci ad evitare i “regali” delle mucche. Ai margini di una risaia abbiamo posto una pietra angolare. Ho provato a mettere un po’ di malta sui mattoni, di quella che diventerà un punto sicuro per le donne del villaggio per lavorare e sviluppare i vari progetti.

Storie interessanti e originali

Il nostro noviziato è al Sacred Heart Ashram a Nambur. Il passaggio coperto che collega la cerchia degli edifici, mi ricorda il mio noviziato a Victorville in California. Una differenza significativa, è che qui producono gran parte del proprio cibo, tra cui conigli e maiali. Abbiamo 6 novizi e 7 postulanti che si preparano all’ingresso nella vita religiosa.

In una loro scenetta hanno raccontato la vicenda di un suicidio, come conseguenza di bullismo e molestie.

Abbiamo ripreso la strada in un viaggio lungo, caldo e polveroso fino alla parrocchia a Nolganda. Lungo il tragitto abbiamo trascorso il tempo con profitto, grazie a P. Anil e Baja Raju che ci hanno raccontato le storie della loro terra e della loro cultura. Due dei nostri preti sono di stanza presso “Our Lady of Fatima”. Hanno affittato un monolocale per due, da una famiglia indù che è ospitale con loro, ma non vogliono che si svolga attività religiosa cristiana sulla loro proprietà, limitandola a ciò che si può fare dalla canonica. Sono allo studio alcuni piani per costruire una casa della comunità, e un orfanotrofio che si prenda cura dei bambini bisognosi nella zona.

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La parrocchia è abbastanza semplice, per lo più composta da lavoratori dei campi e dalle loro famiglie. In questa parte dello stato dell’Andra Pradesh, ci sono molti campi di peperoncino, cotone e riso, e causa della siccità, il raccolto di riso è stato ridotto da due a una volta l’anno; tutto questo ha messo ulteriormente ai margini le famiglie già povere. Il governo ha cercato di fornire altro lavoro per integrare il reddito, ma la paga aggiuntiva è molto magra. Alcuni lavoratori sono costretti a vivere sotto tettoie di tela.

Il noviziato sorge in una zona apparentemente ai margini della città, ma in rapida espansione. L’India ha diviso lo stato di Andra Pradesh in due distinti stati, e la nuova capitale è in grande crescita. Ci è stato detto che nel corso dei prossimi anni verranno creati qualcosa come 80.000 nuovi posti di lavoro pubblici. Diversi grattacieli stanno iniziando a sostituire le vecchie case di calcestruzzo.

A circa un miglio dal noviziato, sorge è un’ università con 7.000 studenti e nuove strutture. Abbiamo visto alcuni studenti giocare a “Kabadi” sui campi di sabbia, un gioco che prevede placcaggi e contatto fisico, e che è uno dei preferiti a livello nazionale. Ingegneria e Informatica sono le facoltà più sviluppate.

Feste e accoglienze gioiose

Con l’aiuto di benefattori degli Stati Uniti, i Dehoniani hanno costruito una vivace, colorata parrocchia. Siamo stati accolti con uno spettacolo di acrobati ed equilibristi, e una donna che era in grado di sollevare un secchio di metallo pieno di 5 galloni di acqua, solo con la forza dei suoi denti. Ci sono stati ballerini, ghirlande di fiori e perfino alcuni fuochi d’artificio, che hanno suscitato l’ira di un vicino di casa, preoccupato che il tetto di paglia della sua casa, potesse prendere fuoco. Alcuni parrocchiani ci hanno presentato le loro attività, comprese quelli dei gruppi giovanili, e quelle di sensibilizzazione per le borse di studio, che permettono ad alcune ragazze di continuare la scuola e di non essere costrette a sposarsi in giovanissima età.

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Abbiamo avuto una diversa cerimonia di benvenuto al seminario minore di Gorantla. Oltre alle corone di fiori e all’olio di sandalo, ci hanno lavato i piedi in memoria di ciò che Gesù ha fatto con gli apostoli. E’ stata una cerimonia molto adatta, visto che in questo stesso giorno sono stati ordinati quattro sacerdoti e due diaconi.

In primo luogo abbiamo visitato una scuola per sessanta bambini, formata da due stanze che alla domenica funziona come cappella. Abbiamo incontrato il vescovo di Guntur, Gali Bali, che è stato a Roma non molto tempo fa. Ci ha accolti come vecchi amici.

L’ordinazione è stata una celebrazione gioiosa; circa tre ore di canti danze e una processione a ritmo di tamburo. La maggior parte della messa, tra cui l’omelia è stata in lingua locale. Dal momento che non riuscivo a capire le parole, ho posto maggiore attenzione al rito, e questo mi ha reso più riflessivo. Mi piace la nostra ritualità cattolica.

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