18 dicembre 2015
18 dic 2015

IV Domenica di Avvento

di  Rinaldo Paganelli, scj

email email whatsapp whatsapp facebook twitter versione stampabile

4 domenica avvento

Michea 5,1-4 Da te Betlemme uscirà il dominatore in Israele

Il profeta ha di fronte un popolo diviso in due regni, che litiga sia sulle questioni politiche che su quelle religiose, un popolo lontano dall’ideale incarnato dal re Davide. Il suo oracolo invoca la venuta del nuovo Davide, del Messia. La lezione di Betlemme è prima di tutto un elogio dell’umiltà. Il secondo messaggio che viene da Betlemme è una meditazione sulla storia. Quando luoghi e istituzioni importanti entrano in una fase di crisi o declino, il rinnovamento arriva dai luoghi considerati periferici, poco importanti, piccoli. Colui che viene è un Dio che subisce la violenza degli uomini, ma in questo sta la sua forza.

Zac 10,4: Da lui uscirà la pietra d’angolo, da lui il piolo, da lui l’arco di guerra, da lui tutti quanti i condottieri.

Gv 10,9: Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.

 

Ebrei 10,5-10 Di me sta scritto nel rotolo del libro

Cristo entrando nel mondo manifesta l’assunzione piena e forte della Parola di Dio, che diventa la sua. Questo è il viaggio che la Parola deve compiere in noi: diventare parola nostra. Occorre “impadronirsi” della Parola di Dio. Non certo per immergerla nei nostri individualismi, ma semplicemente per assumerla nella profondità di noi stessi. L’obbedienza che nasce dalla Parola è atto fortissimo di volontà, assunzione radicale della responsabilità della propria vita, affermazione assoluta di libertà da ogni condizionamento esterno e interiore. È splendido il modo in cui la Parola di Dio scende nella storia.

Ger 36,28: Prendi un altro rotolo e scrivici tutte le parole che erano nel primo rotolo bruciato da Ioiakìm, re di Giuda.

Ap 6,14: Il cielo si ritirò come un rotolo che si avvolge, e tutti i monti e le isole furono smossi dal loro posto.

 

Luca 1,39-48 Benedetta tu fra le donne

Il “saluto” di Maria ad Elisabetta, che è estensione del saluto che Maria ha ricevuto dall’Angelo a Nazareth, illumina la fecondità di Elisabetta con lo Spirito di Gesù. Elisabetta, e in lei l’antica storia della salvezza, “fu colmata di Spirito Santo”. Maria raccoglie nella sua persona la duplice fisionomia della Figlia di Sion, e della Madre di Dio nell’Alleanza di Gesù. Maria è la “Beata”, la “piena di grazia” che l’Angelo salutava a Nazareth. Quello che il Signore le ha detto nell’annuncio di Nazareth è la pienezza di tutta la Parola che Dio ha donato al suo Popolo nei secoli della preparazione e della profezia. Proprio perché “ha creduto”, Maria è nella preghiera della devozione cristiana, l“arca della Nuova Alleanza”.

Sal 18,47: Viva il Signore e benedetta la mia roccia, sia esaltato il Dio della mia salvezza.

Lc 1,68: Benedetto il Signore, Dio d’Israele,perché ha visitato e redento il suo popolo.

 

Per il confronto personale o in gruppo

 

–       Che cosa speri che arrivi dal Signore?

–       Che hai scoperto della tua vita?

–       In cosa ti senti benedetto?

 

 

Iscriviti
alla nostra newsletter

ISCRIVITI

Seguici
sui nostri canali social

 - 

Iscriviti
alla nostra newsletter