04 marzo 2016
04 mar 2016

La fatica della concretezza

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Panoramica dei problemi sociali emergenti

Nel corso dei lavori dei superiori maggiori d’Europa sull’impegno sociale è intervenuta la dottoressa Agnès Rausch grande specialista lussemburghese di questioni sociali. Trattando di questi temi, la sig.ra Rausch ha affermato che un problema è costituito dall’indebolimento dei legami sociali a causa della velocità in cui avvengono gli spostamenti. I legami sociali alla base della nostra società non esistono più per moltissime persone. Questi e altri problemi sono la causa di un elevato numero di suicidi. Nel 2010 in Europa, infatti, si sono suicidate più di 61.000 persone. Anche la famiglia tradizionale, è ormai un mero retaggio del passato.

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In ambito lavorativo c’è molto lavoro nero e illegale, mentre il numero di disoccupati, seppure in calo nel 2014, sfiora i 22.000.000 di individui e tocca, in particolar modo, i giovani sotto i 25 anni. Per contro, si moltiplicano le iniziative che tentano di creare possibilità lavorative, fondate sulla solidarietà.

Una delle questioni senz’altro più spinose per i paesi dell’unione in questo periodo è senza dubbio quella dell’immigrazione dovuta a motivazioni di riunificazione familiare e alle domande di richiesta d’asilo che negli ultimi tempi sono aumentate in maniera vertiginosa.

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Inoltre, la convenzione di Schengen afferma che chi entra in Europa deve chiedere asilo al primo Paese in cui entra, ma è del tutto evidente che non si può lasciare il problema dei richiedenti asilo solo all’Italia o alla Grecia. Questi flussi migratori stanno portando in Europa molti musulmani. Con quelli aperti si riesce a lavorare per l’integrazione, ma con quelli integralisti la questione diventa un enorme problema.

C’è bisogno di unificare e rafforzare le iniziative

La presenza dehoniana nel sociale è variegata e la presentazione delle diverse iniziative presenti nelle provincie rileva frammentazione, ma allo stesso tempo la capacità di risposta al territorio.

– Ci si è soffermati a discutere della eventualità dell’istituzione di una commissione di Giustizia e Pace europea, ma occorrerebbe pensare a un gruppo che coordini il volontariato e i gruppi missionari e che prenda sul serio le questioni riguardanti la giustizia e la pace, sia a livello di studio e di denuncia-testimonianza, sia a livello pratico.

– In ordine alla questione della migrazione e si è rilevato che si è disposti a lavorare insieme alle istituzioni civili e alle chiese locali. Ci si può, però, impegnare anche con un gruppo o una commissione che individui orientamenti comuni per sup-mag-2016-2 4tutte le entità.

– Si è fatto cenno a ipotesi di stage sociali nelle varie entità e di collaborazioni nella Formazione Iniziale. L’insieme delle indicazioni rivela delle buone intenzioni più che scelte decise e chiare.

Nel corso dei lavori ci si è occupati della Commissione Teologica Continentale Europea. P. Fernando Rodríguez Garrapucho, ha tracciato la storia e alcune sollecitazioni che hanno portato ad indicare qualche linea di azione:

– la Commissione Teologica Continentale Europea si incontri almeno una volta l’anno e si utilizzino, per facilitare gli scambi, strumenti quali Skype per video conferenze a distanza.

– Le spese vengano coperte dalle entità che hanno maggiori possibilità.

– Per la fine di luglio del 2017 si organizzi una settimana di Formazione Permanente possibilmente in uno dei luoghi dehoniani e in tre lingue: inglese, francese e italiano.

sup-mag-2016-2 6– Si auspica che la Commissione stessa possa organizzare un viaggio in Terra Santa per il 2018.

Si è deciso come Superiori Maggiori di organizzare un solo incontro all’anno con uno o più delegati, con la possibilità, a seconda delle necessità di un secondo incontro. La presenza dei delegati è anche un modo per ampliare la conoscenza dei confratelli.

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