08 aprile 2016
08 apr 2016

Per i giovani e per gli operai

di  Centro Studi Dehoniani

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Tra le fondazioni di p. Dehon, l’Opera San Giuseppe è senz’altro fra le più importanti, anche se meno conosciuta rispetto ad altre, come per esempio il collegio San Giovanni. Subito dopo la sua nomina come vicario a Saint-Quentin Dehon, nel marzo 1872, Dehon comincia a radunare ogni domenica alcuni ragazzi operai. Da questo nasce un’opera di pastorale e formazione giovanile che raggiunge dimensioni impressionanti: nel 1875 il patronato conta più di 300 membri, il circolo operaio ca. 140 membri, quindi 440 iscritti e fra questi 324 operai o apprendisti giovani. La presenza media alla domenica è di 206! Le attività offerte ai ragazzi corrispondono ad un’idea di formazione generale: c’è la sala biliardo, una biblioteca, si costruisce una cappella, si fa catechesi, ma anche un corso di economia sociale per gli adolescenti. Attraverso una piccola cassa di risparmio si cerca di educare i giovani operai ad una gestione matura dei soldi. Lo sport, la musica, il teatro non mancano. Il centro giovanile era aperto tutti i giorni della settimana, la domenica si iniziava alle 7 con l’Eucaristia, nel pomeriggio si giocava, alle ore 18 seguiva il raduno dei nuovi iscritti, l’assemblea generale, la benedizione eucaristica e poi il raduno con il gruppo dei giovani maggiori (adolescenti), spesso animato dal Dehon stesso. Dall’Opera San Giuseppe nascono poi altre iniziative del p. Dehon: l’orfanotrofio per ragazzi operai senza tetto (fino a 27 posti) affidato alle Suore Ancelle del Sacro Cuore, una società per la costruzione di case operaie, ecc.

L’Opera San Giuseppe rimane sotto la direzione dei dehoniani fino al 1896. Dice P. Dehon nel suo diario:

“Il Vescovo prende una decisione dolorosa per me. Affida il patronato San Giuseppe a Don Mercier. 25 anni fa avevo fondato quest’opera. Vi ho investito somme importanti. Mi sono impegnato con tutto l’ardore del mio giovane sacerdozio. Mi sembrava che quest’opera dovesse rimanere sempre nelle mani della nostra Congregazione. L’autorità diocesana ha deciso altrimenti. Fiat!” (NQT 11/101)

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