05 December 2020
05 Dec 2020

P. Evaristo José Martínez de Alegría Oroquieta

P. Evaristo José Martínez de Alegría Oroquieta
* 25.10.1939
† 05.12.2020

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Padre Evaristo José Martínez de Alegría Oroquieta è nato il 25 Ottobre 1939 e aveva 81 anni. Ha emesso la prima professione il 29 Settembre 1956 ed è stato ordinato sacerdote il 29 Marzo 1964.

Attualmente viveva in Salamanca (Spagna). Apparteneva alla Provincia ESP.

Venite ad me, omnes qui laboratis, et onerati estis: et ego reficiam vos. (Mt 11,28)


Evaristo José Martínez de Alegría Oroquieta ci ha lasciato. È nato il 25 ottobre 1939, 81 anni fa. La storia, la letteratura, l’arte, i paesaggi  lo hanno interessato e lo hanno occupato in egual misura: li ha goduti e condivisi da quando ha lasciato la sua nativa Apelllaniz, ad Alava, ed è arrivato al seminario minore di Puente la Reina nel 1950, coltivando con passione questo sapere… e sapori.

Ben presto seppe anche che la conoscenza e il gusto che più lo attraevano erano quelli di Gesù Cristo, e di questo crocifisso, mostrando e dimostrando il suo amore infinito nel suo Cuore umano. Dopo il postulato e il noviziato a Zurraure nel 1955-1956, inizia la sua vita religiosa dehoniana con la prima professione il 29 settembre 1956 (sempre a Zurraure), che rende perpetua lo stesso giorno, ma nel 1961, e questa volta in un delle città che segneranno per sempre il cuore del nostro fratello e da oggi intraprende il viaggio definitivo: Salamanca.

Nella “Piccola Roma” ha compiuto studi ecclesiastici (1956-1964) e di storia civile (1966-1971). Per completare la sua formazione sarà inviato nell’altra sua amata città, la grande Roma, dove studierà approfonditamente le varie specialità come la laurea in Liturgia e Archeologia (all’Anselmianum, 1966), il diploma in Diritto Canonico (1988) o il corso che gli ha permesso di ricoprire il ruolo di Postulatore per le cause di beatificazione e canonizzazione (2000).

Accede ai vari gradi del sacramento dell’Ordine, ricevendoli sempre dalle mani del vescovo Francisco Barbado Viejo OP, vescovo di Salamanca: i ministeri il 21 aprile 1963, il diaconato il 15 settembre 1963 e il sacerdozio il 29 marzo 1964.

Poi è iniziato quel bel pellegrinaggio che caratterizza la vita di ogni religioso, segnato da volti e servizi, da gioie e sofferenze, da creatività innovativa e sentimenti di angustia. P. Evaristo ha iniziato come insegnante ed educatore scolastico a Puente la Reina nel 1959. Di ritorno da Roma, soggiorna a Salamanca (1966) come insegnante, dedicandosi anche agli studi pastorali. Come insegnante e direttore tecnico ha lavorato a Novelda (1971) e ad Alba de Tormes (1975), dove è stato nominato per la prima volta superiore locale di una comunità. In quegli anni è stato anche Segretario provinciale delle Missioni (1971-1973). All’inizio degli anni Ottanta è partito per Valencia, dove ha servito come parroco di San Francisco Javier dal 1982 al 1986. Mentre era lì, fu chiamato ad attraversare il Mediterraneo e a servire per otto anni come Superiore di Roma I e Rettore del Collegio Internazionale Leone Dehon nella nostra Casa Generalizia (1986-1992).

Quando arriva il momento di tornare, Alba de Tormes è, ancora una volta, la sua destinazione, dove lavora come insegnante e tutor. Si recherà alla comunità di Salamanca per essere parroco a Nuestra Señora de los Dolores tra il 1995 e il 1999. Rientra nella vita della provincia dove ritorna (era già stato nel 1981-1984) come consigliere provinciale (1996-1999) e delegato provinciale per la Famiglia Dehoniana (1993-1999; ne sarà infatti il primo promotore in Spagna).

Ma, alla fine del millennio, ancora una volta la voce di Roma lo chiama “a San Pietro” e questa volta con un compito di grande importanza in cui metterà tutta la sua passione e, non di rado, la sua forte veemenza. Saranno anni (1999-2012) di gloria, con la beatificazione di P. Juan María de la Cruz, in cui egli agisce come vice-postulatore generale, e anche di dolorosa passione, che deriva dall’essere il postulatore generale che accompagna il processo di beatificazione di P. Juan María de la Cruz. Nella città del Tevere svolgerà un’ampia gamma di servizi pastorali (confessioni, predicazione, ritiri, eucaristie parrocchiali, accompagnamento delle comunità neocatecumenali, cappellano ai religiosi), nonché servizi alla sua comunità come quando fu nominato amministratore locale in sostituzione del superiore locale di Roma II che dovette lasciare temporaneamente il suo servizio a causa di una malattia.

Il momento del suo ritorno è stato segnato anche dalla percezione di un lieve ma progressivo deterioramento della sua salute, che aveva già conosciuto episodi che preoccupavano tutti alla fine degli anni Novanta a Salamanca. Ed è proprio lì che si ritira in attesa che “sorella morte” sia insegnata da san Francesco d’Assisi, senza essere disturbato da essa o da altro, come un buon discepolo di santa Teresa di Gesù.

I suoi molteplici impegni lo hanno reso degno, sicuramente, di molte amicizie, sia qui sulla terra dove ci lascia per ora, sia là nella patria celeste dove qualcuno (come il beato Cristobal de Santa Catalina Fernandez de Valladolid – 1638-1690 -, dei Fratelli del TOR e fondatore delle Suore Ospitaliere di Gesù Nazareno di Cordoba) riceve venerazione nella Chiesa grazie alle sue opere e alla sua conoscenza; Ora potrà scambiare opinioni (e, se necessario, impegnarsi in una buona discussione) con coloro che ha letto tanto e che ha voluto far conoscere tra noi: P. Dehon, p. André Prevot e, naturalmente, il Beato Giovanni Maria della Croce.

Una tale buona compagnia ci consola nel doverti lasciare andare, silenzioso come ultimamente, ma con occhi sempre svegli, attenti e vivi. Riposa, fratello, insieme a tutti noi che siamo lì, nella pace del Cuore di Gesù. Ti chiediamo anche di tenerci presenti davanti a Lui, ogni giorno, ogni ora.
(P. Juan José Arnaiz Ecker, scj Superior provincial)

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