23 giugno 2021
23 giu 2021

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Intervista a p. Carlos Luis Suárez Codorniú, in occasione della visita fraterna alla provincia dehoniana del Sud Italia (ITM), dal 3 al 25 maggio 2021.

di  Sergio Rotasperti

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I confratelli della provincia italiana del sud sono stati molto contenti di averti accolto come confratello. Essi hanno riconosciuto in te il segno dell’unità della Congregazione. Che significa questo per te?

Fare una visita ad una entità è sempre una gioia, perché si conoscono i confratelli, la loro missione e cresce il senso di comunione. I confratelli hanno mostrato un forte senso di appartenenza alla Congregazione. La visita è stata anche un’occasione per aggiornarsi sul momento attuale che stiamo vivendo.

Da anni la provincia ITM si sta impegnando in un processo di ridimensionamento a partire da questi criteri: fedeltà al carisma dehoniano, rivitalizzazione della vita comunitaria, presenza nel mondo giovanile, apertura alla missione ad gentes, presenza in contesti più poveri. Visto il forte calo numerico e l’invecchiamento, quali sono secondo te le priorità per il futuro?

Vi è una priorità che ritengo comune e trasversale a tutti i criteri: continuare il discernimento intrapreso. L’ascolto reciproco e delle realtà nelle quali si è impegnati è vissuto con serietà. Ho notato che anche la dimensione fraterna è presa con molta serietà. Vi sono alcune importanti opzioni: la vicinanza ai giovani universitari, l’utilizzo dei mezzi di comunicazione, l’offerta dei centri di spiritualità. Nel complesso ho notato una provincia molto vivace, nel servizio e nell’impegno, che si da fare.

In una recente intervista, p. Ciro superiore provinciale ha avanzato una richiesta di aiuto alla congregazione per il sostegno della missione in Albania. Ne avete parlato, ci puoi dire qualcosa?

La prima visita che ho fatto all’inizio del mio servizio con p. Artur Saneki è stata proprio l’Albania. Abbiamo voluto iniziare dalla periferia, per capire la realtà che i nostri confratelli vivono. L’Albania è una periferia umana, dell’Europa, della storia. I nostri confratelli stanno svolgendo un magnifico servizio. Anche i giovani sono stati coinvolti nel volontariato (My Mission). Tuttavia è  necessario rafforzare la presenza di confratelli, poiché essa è un opera non solo della provincia ITM ma dell’intera congregazione. Vi è ora un confratello che si sta preparando e mi auguro ve ne siano altri disponibili. La sfida che l’Albania pone è anche una sfida culturale.

Teledehon da pochi giorni è divenuta una rete nazionale. Si tratta di un significativo traguardo nel campo dell’evangelizzazione e della conoscenza del carisma dehoniano. Che valore ha questa particolare forma di apostolato della provincia ITM per l’intera congregazione?

È un grande valore che si pone nella linea voluta da p. Dehon. Anche il nostro fondatore ha usato i mezzi di comunicazione (ad esempio la Rivista il Regno del Sacro Cuore nelle anime e nella società) per comunicare il vangelo che aveva dentro sé. I dehoniani d’Italia hanno sempre avuto una grande sensibilità in questo campo. Si tratta di un impegno che esige preparazione, collaborazione. Ed è una sfida che i confratelli portano avanti con gioia e passione. Teledehon cresce sempre più ed entra in comunicazione con le diocesi e i gruppi cattolici. Essa aiuta a portare avanti un pensiero comune.

 Tra pochi giorni inizia l’assemblea provinciale dei dehoniani del Nord. Non pensi che si dovrebbero unificare risorse e progetti fra le due province italiane? Su quali aspetti, a tuo giudizio, le due province italiane dovrebbe camminare di più insieme?

Tra le due entità non vi è mai stata una divisione totale, da intendere come indifferenza. Ci sono religiosi al nord e al sud nei quali è viva la voglia di riavvicinarsi maggiormente, di condividere. Penso, ad esempio, al comune lavoro nel mondo dei giovani. Si può fare di più senz’altro, ma tutto nasce dal reciproco interesse di conoscersi e capirsi. I dehoniani possono dare un grande contributo nel servire l’Italia, ricca di patrimonio. Vi è la voglia, la volontà e la possibilità. Si tratta di mettere in agenda passi concreti.

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