Laurea Honoris Causa conferita a Padre Aldo Marchesini, SCJ
Chi è Padre Aldo Marchesini, SCJ — il sacerdote dehoniano, chirurgo e missionario che riceve la laurea ad honorem dall'Università Licungo?
Siamo lieti di annunciare che al nostro confratello dehoniano, Padre Aldo Marchesini, SCJ, verrà conferito il prestigioso titolo di Dottore Honoris Causa dall’Università Licungo, in riconoscimento del suo significativo contributo allo sviluppo scientifico, accademico e sociale.
Dettagli dell’evento:
Data: 10 settembre 2026
Ora: 08:00
Luogo in presenza: Auditorium del Campus di Coalane, Università Licungo (Quelimane, Mozambico)
Partecipazione online: Padre Aldo Marchesini si collegherà in diretta da Bologna per unirsi alla cerimonia organizzata dall’università in Mozambico.
Unisciti a noi nel festeggiare questo speciale riconoscimento al servizio dedicato di Padre Aldo per la Salute.
Chi è Padre Aldo Marchesini, SCJ — Sacerdote, Chirurgo e Missionario?
Istruzione e formazione
Originario di Bologna, dove è nato nel settembre del 1941, Aldo Marchesini ha portato avanti un
impegno spirituale parallelamente alla carriera accademica in medicina. Grazie a una dispensa papale concessa da Papa Giovanni XXIII, ha potuto conciliare la vita religiosa nella Congregazione dei Dehoniani con gli studi medici. Ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna nel 1966 con il massimo dei voti, prima di essere ordinato sacerdote alla fine del 1969. In vista del suo futuro lavoro nell’Africa sub-sahariana, ha approfondito la sua formazione nelle malattie tropicali a Lisbona, si è specializzato nella cura della lebbra in Etiopia e ha acquisito le prime esperienze chirurgiche in Uganda.
Missione
A partire dalla fine del 1974, si è stabilito definitivamente in Mozambico. Lì ha esercitato la professione medica in aree remote (in particolare a Tete, Mocuba, Gurué e Quelimane), svolgendo spesso il ruolo di unico chirurgo della regione. Ha concentrato gran parte del suo lavoro sull’ostetricia e sulla salute materna, al fine di arginare la mortalità legata al parto in strutture sanitarie precarie.
Sfide
Nel 2003 ha contratto il virus dell’HIV durante un intervento chirurgico d’urgenza su una paziente sieropositiva. Questo evento lo ha spinto a denunciare pubblicamente la disparità di accesso alle cure mediche tra il Nord e il Sud del mondo. In collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, ha contribuito a fondare un centro clinico a Quelimane che eroga gratuitamente terapie antiretrovirali — un’iniziativa che ha fatto da modello per le politiche locali di sanità pubblica.
Onorificenze e riconoscimenti
Il suo impegno umanitario e medico è stato riconosciuto attraverso diversi premi, tra cui il Premio della Popolazione delle Nazioni Unite nel 2014 e la cittadinanza onoraria della città di Quelimane. Durante la sua pensione a Bologna, gli sarà conferito un altro riconoscimento da parte dell’Università Licungo in Mozambico, consegnato questo 10 settembre.


