28 ottobre 2020
28 ott 2020

Rispondere in modo responsabile a una situazione allarmante

Breve nota per informare come i dehoniani hanno reagito in Asia durante la pandemia di Covid-19.

di  Tinu Thomas Padapurakkal, scj

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Bill Gates al suo TED Talk del 2015 intitolato “La prossima epidemia? Non siamo pronti”, propose di mettere in pratica tutte le nostre buone idee, dalla pianificazione di scenari, alla ricerca sui vaccini, alla formazione degli operatori sanitari. Le sue parole “Se qualcosa uccide più di 10 milioni di persone nei prossimi decenni, è probabile che si tratti di un virus altamente contagioso piuttosto che di una guerra, non di missili, ma di microbi” sono rimaste inascoltate. Due anni dopo lui stesso ammise di essere molto sopreso per questa poca preparazione”. Ed ora quello che succede è che diciamo a tutti quanto Gesù disse a Maria Maddalena “Non toccarmi” (Giovanni 20:17). La triste realtà è che ora il mondo è minacciato dalla stessa realtà della pandemia del 1918, malgrado tutti i progressi tecnologici.

Come sappiamo, l’epidemia inizialmente segnalata all’OMS il 31 dicembre 2019 in Asia, si è rapidamente diffusa in tutto il mondo. L’Asia meridionale e il sud-est asiatico sono una delle aree più colpite dal virus della Covid-19 nel mondo. Noi dehoniani siamo presenti in India (Asia meridionale) e nelle Filippine, Indonesia e Vietnam (Asia sudorientale). Come sono riuscite le Entità asiatiche delle zone più colpite a rispondere a questa situazione imprevista, difficile e rischiosa?

Secondo p. Joe delle Filippine, le persone vivono in uno stato di ansia, a motivo della disoccupazione, fame e morte causate dalla pandemia COVID-19. Ciò è molto sentito nelle comunità più povere dell’area di Luzon, dove tre comunità SCJ dirigono le parrocchie. Grazie alla collaborazione di volontari, i dehoniani delle Filippine rispondono con zelo alle necessità primarie della gente come, ad esempio, cibo e kit per l’igiene, medicine e vitamine, distribuite alle famiglie più colpite. Si sta pianificando un programma di alimentazione per i malati, gli anziani e i bambini. Si fornisce assistenza finanziaria agli studenti che stanno faticando nella pratica dell’apprendimento online. Si promuove anche il giardinaggio urbano. Nel frattempo, nonostante la permanenza di alcune attività religiose, vengono promosse la celebrazione eucaristica online, l’adorazione e il raccoglimento. In questo periodo di difficoltà, si agisce con coraggio, sostenuti dalla forza della fede.

In India, nove giovani studenti di teologia del distretto indiano sono stati colpiti dal coronavirus ed ora si sono completamente ripresi. L’India si è completamente isolata nelle prime fasi della pandemia. In questa situazione i dehoniani si sono affrettati ad aiutare la popolazione con pacchi contenenti generi alimentari e riso. Nonostante la situazione di lockdown iniziale, i dehoniani in India  hanno potuto festeggiare 14 ordinazioni diaconali e 5 ordinazioni sacerdotali.

In Indonesia, la provincia indonesiana ha costituito una associazione di volontariato per affrontare la crisi pandemica, aiutando i più deboli. I dehoniani hanno a cuore che nessuno soffra la fame in questa difficile situazione. Le parrocchie dehoniane forniscono riso, generi alimentari e denaro alla popolazione.  Il seminario minore in Indonesia per evitare assembramenti sociali ha inventato la il cosiddetto “ seminario della Diaspora”. I seminaristi sono suddivisi in piccoli gruppi (due per due, tre per tre, o più, ma non più di sei) e vivono in alcune parrocchie o comunità di SCJ nei dintorni del seminario, accompagnati dai formatori. I dehoniani in Indonesia hanno il permesso di visitare gli malati negli ospedali, impartendo il conforto cristiano

Papa Francesco dice: “possiamo guarire il mondo se lavoriamo tutti insieme”. I dehoniani cercano di fare del loro meglio con totale e pronta disponibilità in qualsiasi momento sacrificando se stessi perché il mondo sia guarito. Grazie, cari dehoniani, per la vostra risposta a questa situazione impreparata, intensa e pericolosa.

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